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...For The Ghosts Within è un progetto che nasce da un'idea del musicista jazz Gilad Atzmon insieme alla violinista Ros Stephen e che vede, quasi in veste di ospite illustre, la partecipazione di Robert Wyatt. Non si può quindi parlare di un vero e proprio nuovo disco a esclusivo marchio Wyatt, ma piuttosto di un'interessante collaborazione che ha dato vita ad un album a tratti affascinante.
Ad un primo e superficiale ascolto si potrebbe rimanere alquanto interdetti nel notare una certa disomogeneità generale, ma quando si ascolta del materiale che vede la presenza dell'ex Soft Machine non si può certo limitarsi alle impressioni del primo ascolto. Non è il caso di fare paragoni con pietre angolari del rock quali Rock Bottom piuttosto che Shleep, ...For The Ghosts Within è più un ritorno alla giovinezza, ai brani che in un modo o nell'altro hanno influito nell'evoluzione musicale di Wyatt, a questi si vanno ad aggiungere canzoni che in una certa maniera tentano di sperimentare nuove strade, cercando di far interagire il rap con musiche dal forte afflato etnico (Where Are They Now?), tentativo non pienamente riuscito. L'inizio dell'album ha tutto il sapore di un vecchio musical, stile Un Americano a Parigi, con gli archi a sottolineare scene di romanticismo pieno di pudore e il cantato di Wyatt che sembra dar voce alle malinconie del protagonista. L'inizio è pieno di pathos, ma già dal secondo brano, il clarinetto di Atzmon inizia a tessere linee melodiche di forte impronta orientale, che esploderanno nella bellissima title track, resa ancora più dolce dalla voce della moglie di Atzmon, Tali. Una buona parte dell'album è dedicata all'interpretazione di brani della tradizione jazz, non passa inosservata la rivisitazione di What A Wonderful World, carica di malinconia; malinconia che viene mitigata dai delicati arrangiamenti d'archi. Di classico in classico, non poteva mancare il tributo a Duke Ellington e alla sua In A Sentimental Mood; anche qui l'introduzione d'archi è quella che ci si aspetta all'inizio di uno di quei vecchi film in bianco e nero, quando la macchina da presa si sofferma per qualche istante sul volto del protagonista, nella speranza di captarne i sentimenti più nascosti. Chissà se il clarinettista Woody Allen, dopo aver sentito il bellissimo clarinetto di Atzmon in questa In A Sentimental Mood, l'avrebbe inserita nella colonna sonora del suo Manhattan. Round Midnight di Thelonious Monk viene qui fischiettata da Wyatt, mentre Lush Life di Strayhorn ci trasporta in una condizione di onirica melanconia.
...For The Ghosts Within non nasce con la pretesa di essere un album imprescindibile per la storia della musica, ha invece le sue radici nella voglia di creare qualcosa di bello (che al giorno d'oggi non è per niente scontato). Nell'insieme è un album piacevole, anche se non mancano battute di arresto. Può darsi che ci dimenticheremo i brani a pochi giorni di distanza dal loro ultimo ascolto, ma sicuramente sarà piacevole poterli riascoltare a distanza di tempo, quando alla ricerca di una disperata fuga dalla realtà, verremo catapultati in un mondo ovattato e avvolgente, esattamente come la voce di Robert Wyatt; allora torneremo ad apprezzare questo disco come merita.
Tracklist 1. Laura 2. Lullaby For Irena 3. The Ghosts Within 4. Where Are They Now? 5. Maryan 6. Round Midnight 7. Lush Life 8. What's new? 9. In A Sentimental Mood 10. At Last I Am Free 11. What A Wonderful World
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