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Brooke Fraser
Flags
2011
Time Records
di Ivan Nossa
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Ecco una giovane neozelandese alla conquista delle classifiche internazionali dopo essere già diventata una star in patria. Tanto per non dimenticare i luoghi comuni sulla Nuova Zelanda è figlia di un giocatore degli All Blacks, la squadra mito del rugby mondiale. Ci mancava solo che la famiglia avesse una piantagione di kiwi.
Un contratto con la Sony firmato a 18 anni, il debutto a 20 e subito il grande successo e una serie di dischi di platino. Flags è il terzo album, segue What To Do With Daylight e Albertine, viene pubblicato in Italia con uscita il 15 marzo in edizione speciale dalla Time Records e contiene, oltre alle tracce dell’album, alcune canzoni dai suoi due album precedenti. Questo album nasce da un viaggio dell’artista tra i luoghi remoti degli Stati Uniti alla ricerca delle radici locali e delle tradizioni americane. Le canzoni sono state scritte velocemente sui monti Appalachi, nel North Carolina e nel sud della California, a Bodega Bay. Il primo singolo è Something In The Water già in alta rotazione su molte radio e sembra riscontrare il favore del pubblico. Tamburi e chitarra classica di grande impatto, un ritornello geniale.
Cantautrice e musicista, scrive tutti i pezzi di questo lavoro che ha voluto anche produrre da sola convinta che solo lei potesse conferire alla sua musica il sound che ricercava. In effetti il suono trasmette qualcosa di personale, ricercato e raffinato. Un disco in buona parte acustico con una voce limpida, molto ben dosata. Il suo è un pop/folk nella scia delle nuove cantanti di successo come Taylor Swift o Anna Calvi. Una musica nuova quel tanto che basta per dare al lavoro un’impronta unica e al tempo stesso ricca di reminescenze di interpreti femminili classiche come Carole King o Joni Mitchell.
15 canzoni di gradevole fattura. Molti spunti intimistici, storie raccontate sottovoce che si alternano a brani più grintosi pronti per invadere le radio. Deliziosa Who Are We Fooling? scritta e cantata con il cantante degli Aqualung Matt Hales. Jack Kerouac con le sue atmosfere caraibiche ci porta in viaggio nell’America più spassosa. Il ritmo incalzante ed allegro di Betty annuncia probabilmente quello che sarà il secondo singolo. Ballate sussurrate come Orphans, Kingdom, Crows+Locust e la titletrack Flags ci mostrano invece il suo lato più dolce e riflessivo, attento a raccontare tra pochi suoni e una voce delicata emozioni e storie di vita. Un disco che non spazia o sperimenta, ma gira attorno ad un sound ed un mood indovinati dai quali mai cerca di discostarsi ne per arrangiamenti che per composizione.
La voce di Brooke è graziosa, nel senso migliore del termine. Pulita, fresca, con tonalità da soprano. E’ proprio la sua voce unita ad una scrittura dei brani che scaturisce da uno spigliato uso della chitarra a volte acustica a volte elettrica, che regalano a questo disco una marcia in più. Facile prevedere un buon successo. Una cantante che merita la vostra attenzione, un disco da consigliare a chiunque ami il buon pop e voglia salvarsi dall’inondazione dei prodotti preconfezionati che ormai vanno per la maggiore.
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25/02/2011 -
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