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PJ Harvey
Let England Shake
2011
Island
di Valentina Gianfermo
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Un artista si riconosce dalle prime note del suo album e Pj Harvey lo è. Nel suo nuovo album Let England Shake, Polly Jean ci dimostra che, anche col passare degli anni, è rimasta una delle più importanti cantautrici a livello mondiale. Il suo nuovo album ha all'interno suggestioni molto diverse, dal suo tipico iper-realismo che filtra dalla musica come dalle parole, a momenti più delicati e intimi dove a volte entra una forma di viaggio onirico come basso continuo del tema musicale. Questo album è fortemente ispirato alla sua Patria, come lascia chiaramente intendere il titolo, e, la stessa Harvey dice di essere stata ispirata dalla poesia del suo paese quale quella di Harold Pinter e di T.S. Elliot. Un po' meno vicine all'Inghilterra le altre fonti di ispirazione che la Harvey racconta quale Dali e Goya, la musica dei The Doors e dei The Velvet Underground.
Per quanto riguarda invece i temi “storici” toccati dalla Harvey sicuramente la fa da padrone il tema della guerra, dai conflitti storici a quelli più vicini dell'Iraq e dell'Afghanistan. Non a caso sentiamo all'interno dell'album apparire strani suoni, come trombe tipicamente militari e, a volte, altri momenti che possono sembrare di confusione ma sono chiaramente ispirati a tematiche attuali e molto vicine a Polly. C'è anche un richiamo alle Murder Ballads del suo noto ex Nick Cave; un richiamo, una citazione o una dedica? Questo solo PJ potrebbe rivelarlo. Come sempre la Harvey ridireziona il suo pubblico, lo spiazza con nuovi suoni e riproponendone dei vecchi, molte sono le sintonie che si possono trovare tra Let England Shake e tanta della produzione della Harvey. Forse non ci aspetterebbe un album proprio così, con tanti momenti anche eterogenei tra loro, ma sicuramente non se ne può rimanere delusi. PJ è sempre nuda e cruda e così lo è la sua produzione; poi ogni tanto si diverte a scaraventarci nella realtà più crudele senza pietà e altre ci delizia con dei momenti di riflessione al limite del viaggio psichedelico, ma lo fa sempre utilizzando il rock come base di fondo. Un rock questa volta più contaminato rispetto al passato da altre sembianze, quasi a ricordarci White Chalk piuttosto che, tra le note e molto nascoste, qualche richiamo a un Is This Desire e To Bring You My Love; sicuramente ormai siamo lontani da queste produzioni della Harvey ma non ci metteremmo troppo la mano sul fuoco.
Non resta che immergersi e tra qualche schiaffo di chitarra, qualche suono fuori onda, lasciarsi trasportare dalla storia che PJ ci vuole raccontare questa volta e non pensare troppo sofisticatamente perché comunque Let England Shake è un album che rimarrà lì dove pianta le sue radici e, perché no, anche le sue unghie. Enjoy.
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05/03/2011 -
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