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Syndone
Mela Pesante
2010
Elecromantic Music
di Arianna Mossali
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Hai capito i Syndone: tornano dopo oltre vent’anni e, forti dell’esperienza solista del leader e compositore Nik Comoglio, che nel frattempo si è cimentato nell’opera rock, sfornano un concept album colto e sofisticato, a cavallo tra il prog che li aveva resi famosi e l’influenza della musica tradizional-popolare. ”Melapesante”, ovvero il mondo in una mela: sembra incredibile che questo semplicissimo frutto abbia potuto assumere tante e così svariate valenze simboliche nel corso della storia dell’umanità, ma tant’è. Da Adamo ed Eva a Guglielmo Tell, la voce vibrante di Riccardo Ruggieri (Lomè) ci guida tra tastiere dal sapore neoromantico e folli galoppate d’archi, come nella zingaresca ”Allegro Feroce”, la traccia che più di tutte risente delle suggestioni folk apportate da Comoglio. L’opening ”Melancholia d’Ophelia” presenta curiosi richiami al pop “proggheggiante” che proiettò nell’Olimpo gruppi come Toto e Genesis, grazie alle stratificazioni di accessibilità e sperimentazione. L’ascendente del jazz e della fusion, che può piacere o non piacere, ma è sicuramente utile a introdurre effetti di varietà e di improvvisazione, è particolarmente evidente in “Mela Pesante”. L’intensità vocale e le complesse melodie di ”Giardino delle Esperidi” e ”Mela di Tell” sono ben valorizzate dalla registrazione targata Abbey Road (scusate se è poco), così come la delicatezza acustica di ”Magritte”. Rigorosamente per intellettuali.
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02/03/2011 -
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