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Luigi Campoccia
On The Way To Damascus
2010
Dodicilune
di Chiara Felice
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Luigi Campoccia, pianista jazz per moltissimi anni a fianco di Giorgio Gaber, ha all'attivo tre album solista. Se i suoi primi due lavori volevano essere un omaggio rispettivamente a Gaber e alla storia del jazz, quest'ultimo disco proietta l'attenzione verso una fonte di inesauribile ricchezza culturale qual è l'area del mediterraneo. “On The Way To Damascus” o meglio, dall'Isola d'Elba al golfo di Smirne. Per l'occasione, oltre ai musicisti Paolo Corsi, Rossano Gasperini (entrambi già nell'album “Walking About Jazz”) e Daniele Malvisi, Luigi si avvale della collaborazione di due musicisti turchi: Onder Focan alla chitarra e Aziz Senol Filiz al ney (strumento a fiato dal passato millenario, tipico dell'Asia occidentale e della Persia). Focan e Senol rappresentano le due anime della Turchia: il primo fortemente influenzato dalla musica occidentale, il secondo sapiente conoscitore della propria tradizione musicale e possessore – a quanto si dice – del ney più antico che ci sia in circolazione, che ha ben 250 anni! L'intenzione non è quella di creare un disco “alla moda”, il classico album di jazz annacquato da richiami orientaleggianti; non si cerca il tocco di colore etnico che al giorno d'oggi fa sempre molto “esotico”; la strada che si è inteso percorrere è ben diversa, caratterizzata dalla voglia di poter instaurare un dialogo tra due culture musicali. Esperimento che sembra esser riuscito; basta ascoltare l'onirica “Kacsam Birakip” per rendersi conto di quanto oriente ed occidente possano fondersi e a tratti confondersi, mantenendo sempre ben radicate le proprie radici. Il brano (scritto da Mehveş Hanım, compositrice ottomana del novecento) è un affascinante dialogo a tre: pianoforte e ney sembrano esserne i protagonisti principali mentre la chitarra è l'elemento mediatore, che a tratti ricama, a tratti da sfogo ai propri flussi creativi. La chitarra di Focan riesce ad esprimere il meglio di sé nella successiva “Over The Carpet”, un tango sostenuto, caratterizzato per tutta la prima parte dai fraseggi dell'elettrica, perfetta anticipazione dell'intermezzo che vede ney e pianoforte protagonisti principali. “On The Way To Damascus”, il brano che apre il disco è invece il preludio, una lunga ascesa che dagli accordi tipici del jazz sfocia verso le alterazioni della musica orientale. Tutto l'album è un magnifico percorso ricco di atmosfere adesso soffuse e nascoste nella penombra, adesso calde e avvolgenti come gli stretti vicoli di un'antica città turca. La sensazione che si ha ascoltando il disco è che ogni musicista dia vita ad una sorta di canovaccio musicale attorno al quale gli altri iniziano a modellare le proprie idee; idee che confluiscono perfettamente in questo grande affluente principale. Percorsi individuali che si uniscono per portare avanti un'idea comune. Jazz, appunto. Tracklist 1. On the way to Damascus 2. Breathing shell 3. Oasis 4. Cici kiz 5. Middle way 6. Kacsam birakip 7. Over the carpet 8. Dawn 9. Belly dance
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20/03/2011 -
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