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J Mascis
Several Shades Of Why
2011
Sub Pop
di Andrea Belcastro
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Dopo cinque anni spaccatimpani trascorsi sui palchi di mezzo mondo ed in studio con due album visceralmente hard-noise-rock per la reunion dei Dinosaur Jr, era quasi fisiologico che J Mascis decidesse di staccare, è proprio il caso di dirlo, il jack dall’amplificatore. Chiuso nella sua bella casetta nel Massachusetts e circondato da amici musicisti (Ben Bridwell dei Band Of Horses su tutti): ecco come nasce Several Shades Of Why. Un dischetto molto rilassato, una raccolta di brani orecchiabili caratterizzati dalla classica impronta del chitarrista.
C’è molto mestiere lungo le dieci tracce dell’album. Tante melodie che sembrano riciclate dai vecchi lavori di Mascis (dopo 26 anni di carriera è anche comprensibile) e un grandissimo lavoro tra fingerpicking e brevi assoli elettrici per riempire composizioni non sempre brillantissime. C’è molto di questo, ma c’è, per fortuna, anche altro in questo disco: ad esempio l’incipit, quelle prime tre canzoni che hanno quasi del miracoloso. Listen To Me che già al primo ascolto ha le sembianze del classico, un brano imponente ed epico seppure semplicissimo sia nella struttura che nell’arrangiamento (giusto un paio di chitarre acustiche sovraincise). Un brano che, per intenderci, avrebbe fatto una gran porca figura in Where You Been. E poi, ancora, l’arpeggio dolcissimo e sognante della title track questa volta accompagnato da un violino seducente. Da brividi. Il trittico delle meraviglie si chiude con la largamente anticipata (offerta in download gratuito mesi fa) Not Enough: una melodia quasi allegra (!) con ritornello da spot tv ed un impasto vocale degno dei migliori Crosby, Stills e Nash.
Di tutto il resto abbiamo già detto, ma restano ancora da citare l’ottima Is It Done con le armonizzazioni del già citato leader dei Band Of Horses e l’ipnotica Too Deep la quale, seppur in maniera semplicistica, apre a nuove frontiere nella composizione del canuto capellone. Quell’aria di novità oggi inattesa, domani chissà. Forse era lecito attendersi qualcosina in più, ma i tre-quattro motivi suddetti giustificano tutto. Pure un J Mascis un po’ sbiadito.
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15/03/2011 -
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