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Portico Quartet
Knee-Deep In The North Sea
2011
Real World
di Chiara Felice
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La storia dei Portico Quartet è la storia di quattro musicisti che dalle strade della South Bank londinese, riescono ad approdare agli studi della Real World di Peter Gabriel in poco più di una manciata di anni. Ma tra gli inizi passati suonando a pochi passi dal teatro nazionale di Londra e il passaggio allo “studio-isola” dei Real Wolrd - immerso nel silenzioso paesaggio collinare di Bath - c'è una tappa intermedia: “Knee-Deep In The North Sea”, uscito nel 2007 per la Babel/Vortex, che permetterà ai Portico di attirare su di sé le attenzioni della critica (la rivista specializzata “Time Out” lo nominerà album dell'anno) e del grande pubblico (grazie all'entrata in nomination per il “Mercury Music Prize” del 2008). Il successivo “Isla” diventerà il loro lavoro di maggior successo - vantando non pochi debiti verso il produttore John Leckie (Radiohead, Pink Floyd, Muse...) - e sancirà il sodalizio dei Portico Quartet con l'etichetta di Gabriel. Sull'onda di questo successo, la Real World ha deciso di ristampare in edizione deluxe “Knee-Deep In The North Sea”. Chi si era abituato alle trame ipnotiche create dall'hang di Nick Mulvey, qui si troverà di fronte a tutt'altra realtà sonora, figlia dei tanti giorni passati in strada ad inventarsi improvvisazioni in grado di restare nella mente di chi – casualmente o meno – si imbatteva in quell'angolo di città. L'attenzione dell'ascoltatore viene catturata soprattutto dal suono dello hang, strumento degli inizi del nuovo millennio, nato in Svizzera nonostante il suo timbro rimandi a strumenti di provenienza “esotica”. L'hang è l'elemento intorno al quale si sviluppa tutto il resto, soprattutto le melodie del sax di Jack Wyllie. Il jazz di “Knee-Deep In The North Sea” risulta meno elaborato rispetto al suo successore, caratterizzato da melodie di assoluta orecchiabilità (“News From Verona”, “Somethings Going Down On Zavodovski Island”). Se “Isla” era a tratti estremamente sofisticato, questo è più diretto, genuino, composto per gran parte da brani schietti, privi di qualunque orpello, che mirano alla creazione di una melodia ben definita. Dicevamo della genuinità di “Knee-Deep In The North Sea”, genuinità che ritroviamo in brani come “Cittagazze” o nell'alchimia di “Prickly Pear” e “Steps In The Wrong Direction”, mentre la title track sembra essere una sorta di preludio all'album “Isla”. Per adesso i Portico Quartet non hanno sbagliato un colpo, le loro creazioni di “paesaggi in musica” riescono ad andare oltre il solito “jazz di catalogo” e ascoltarli dal vivo è sicuramente il modo migliore per poterli apprezzare come meritano. Menzionare a dovere i quattro autori di queste eccellenti esperienze sonore è il minimo che si possa fare: Duncan Bellamy (batteria e autore delle copertine dischi), Milo Fitzpatrick (contrabbasso), Nick Mulvey (hang e percussioni) e Jack Wyllie (soprano, sax tenore ed elettronica); a loro dobbiamo la creazione e l'interpretazione di questi brani intelligenti, fortemente influenzati dalla musica classica contemporanea piuttosto che da quella ambient o etnica. Sono convinta che torneremo presto a parlare della loro musica!
Tracklist News From Verona (Somethings going down on) Zavodovski Island Knee-Deep In The North Sea Too Many Cooks Steps In The Wrong Direction Monsoon: Top To Bottom The Kon Tiki Expedition Cittagazze Pompidou Prickly Pear All the Pieces Matter (BBC Madia Vale Session) Knee-Deep In The North Sea (Live in Copenhagen) Steps In The Wrong Direction (Live In Copenhagen)
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28/03/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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