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Van Der Graaf Generator
A Grounding In Numbers
2011
Esoteric-Cherry Red/Audioglobe
di Giancarlo De Chirico
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Presentare i Van Der Graaf Generator vuol dire ripercorrere un pezzo della storia musicale degli anni Settanta, significa celebrare le gesta del Rock Progressivo inglese all’apice della sua gloria. Tanto tempo è passato da allora, Peter Hammill, pianoforte, chitarra e voce del gruppo, ha avuto una brillante carriera solista, ed anche gli altri VDGG sono stati coinvolti in altre avventure. Nel 2006 però c’è stato un incontro fra Hugh Banton, Guy Evans e Peter Hammill che ha portato ad una reunion della band, purtroppo senza David Jackson, lo storico ed acclamato sassofonista della prima edizione del gruppo. Da allora in poi i nuovi VDGG hanno pubblicato Present e Trisector e adesso con A Grounding In Numbers sono già al terzo album di questa nuova fase.
La linea compositiva resta quella di sempre, improntata a sonorità di carattere epico e ad una chiave melodica tanto drammatica da risultare struggente. Cambia la struttura dei brani: non più lunghe suite che ospitavano passaggi ritmici e soluzioni armoniche azzardate, a metà strada fra il jazz e la sperimentazione, ma una scelta chiara e decisa verso la forma “canzone” e in alcuni casi i risultati sono davvero eccellenti. Ci riferiamo a brani come Your Time Starts Now, come Medusa o come la splendida All Over The Place che chiude l’album. Echi del passato e sonorità più moderne convivono alla perfezione, mentre la voce di Peter Hammill, che sa essere ora delicata ora altisonante, racconta le ansie dell’Uomo moderno alle prese con la ricerca di una identità e di una dimensione vera, a cui appartenere, in un mondo sopraffatto dalla banalità. Per quanto possa apparire strano, l’assenza dei fiati di David Jackson non influisce più di tanto sulle nuove composizioni che mantengono una struttura armonica sempre potente e di chiara derivazione settantina e progressive come è evidente su Highly Strong, Embarassing Kid e Mr Sands.
L’album non mancherà di soddisfare i nostalgici di quel periodo, ma costituirà anche una interessante sorpresa per quanti - più giovani - vogliano porsi all’ascolto. Si tratta di armonie che mettono insieme ragione e compiutezza stilistica con cuore e passione, si tratta di suoni vibranti, che creano atmosfera, che è difficile trovare altrove, che non esistono più. Da ascoltare.
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06/04/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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