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The Get Up Kids
There Are Rules
2011
Quality Hill Records
di Stefano Torrese
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Ci sono regole; e le regole, è risaputo, sono create per essere infrante. Così, a distanza di sei anni dal loro scioglimento ufficiale i The Get Up Kids lanciano sul mercato There Are Rules; un album scorrevole, immediato e stranamente diverso dalla loro discografia precedente. Lontani dal successo - sopratutto commerciale - di Something to Write Home About il quartetto di Kansas City si lascia trascinare dalla voglia di registrare in modo completamente analogico affrontando in maniera diversa anche la fase di registrazione.
L'album lascia emergere le influenze musicali del gruppo: le linee di basso di Better Lie e Rememorable sembrano prese in prestito dal bassista Peter Hook dei Joy Division, mentre il primo singolo Shatter Your Lungs e Pararelevant ricordano le melodie degli storici rivali The Weezer. Il resto dell'album viaggia tra powerchord college-punk (Tithe e The Widow Paris), melodie alla Talking Heads (Automatic) e atmosfere new-wave (Rally 'Round The Fool e When It Dies). Niente di memorabile, ma la reunion dei The Get Up Kids è una scelta apprezzabile e coraggiosa che può aiutare a comprendere l'incredibile successo dei gruppi emo della 'terza ondata' (My Chemical Romance, 30 Seconds to Mars, tanto per citarne alcuni) che, ormai, monopolizzano i palinsesti di MTV. Il genere emo prende vita nell'area sub-urbana di Washington D.C. come variante più melodica e meno violenta del punk targato Hüsker Dü e Fugazi. Con i The Get Up Kids, il punk perde completamente la sua connotazione ribelle e politicizzata, i testi diventano tristi e malinconici e iniziano a trattare quasi esclusivamente tematiche sentimentali. Il vocalist dei The Get Up Kids, Matt Pryor, ha sempre definito il sound della band "semplicemente punk-rock" ma per la critica il gruppo proveniente da Kansas City è stato tra gli antesignani del genere emo e della moda del 'ciuffo sull'occhio'. In una recente intervista Matt Pryor ha dichiarato di essere "dispiaciuto per aver contribuito alla diffusione del termine 'emo' perché il genere è stato contaminato ed edulcorato (...) 'emo' è diventato un 'marketing tool' per alcune buone band e per altre più scarse". Qualcosa di simile successe ai Sex Pistols che abbandonarono le scene quando il loro atteggiamento ribelle e anti-conformista divenne una moda da seguire e imitare. Johnny Rotten durante l'ultimo concerto chiese al pubblico se non si fosse ancora stancato della grande truffa del rock'n'roll. I The Get Up Kids decidono di abbandonare le scene dopo l'uscita di The Guilt Show del 2005, nel momento di maggior successo commerciale e ritornano in questo 2011 con There Are Rules, un tentativo di ritorno alle origini che forse non farà felici i fan più appassionati ma rende le 12 tracce dell'album un nuovo esordio discografico più che la definitiva maturazione di un gruppo già ampiamente affermato.
"You can't go walking around saying, "Don't call me emo!" because then you start sounding emo when you say that", Matt Pryor.
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09/04/2011 -
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