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Panic! At The Disco
Vices & Virtues
2011
Warner
di Ivan Nossa
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Ci avevano stupito qualche anno fa con il loro disco d’esordio A Fever You Can’t Sweat Out. Poi con il secondo album avevano preso una rotta un po’ diversa, più psichedelica ma altrettanto accattivante. Era Pretty Odd del 2008. Escono ora con il terzo album gli americani Panic! At The Disco dal titolo Vices & Virtues. Il primo con la nuova formazione. Sono rimasti solo in due: il frontman polistrumentista Brandon Urie ed il batterista Spencer Smith.
Vices & Virtues, registrato a Los Angeles col famoso produttore John Feldmann, è un album solido, che mostra la crescita del gruppo e una maestria nello scrivere brani vincenti. Il loro stile, anche se col tempo subisce influenze diverse e si lascia influenzare da vari generi, è comunque ormai inconfondibile. E questo è un gran complimento per una band. Un sound che si è evoluto partendo dal pop allegro del primo cd passando per l’atmosfera psichedelica del secondo. Dal pop al rock, dal punk all’elettronica questo cd è une miscela di suoni che si fanno cantare con passione dalla voce calda e graffiante di Brandon. Il frontman è un istrione dalla forte personalità, basta guardare il video del singolo per accorgersi che non è di quelli che passa inosservato. Per il video complimenti alla regia, alla fotografia ed ai costumi, davvero particolare. Il primo singolo del nuovo album è già in rotazione da un po’ di tempo ed è vincente, commerciale senza scadere nel banale. Segue le mode senza diventarne schiavo. The Ballad Of Mona Lisa è un upbeat vincente che ti si stampa in testa e non se ne va tanto volentieri. Il resto dell’album è piacevole, non annoia mai, dieci canzoni pop ben confezionate e supportate da chitarre elettriche taglienti e percussioni prepotenti. Sfiora il pop punk che tanto va di moda oggi ma lo sa fare alla Panic!. Arrangiamenti furbi quanto basta per farsi trasmettere e conquistare i giovani ascoltatori. L’album si chiude con una serie di ballad e si apre con canzoni ritmante, quasi diviso in due.
Un disco da consigliare a tutti, uno dei gruppi più piacevoli della nuova generazione.
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12/04/2011 -
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