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Nada
Vamp
2011
Infecta/Edel
di Ivan Nossa
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La voce di Nada è una di quelle voci del tutto particolari, con una vocalità ed un timbro unici. Fa parte di quelle che odi o ami. Senza vie di mezzo. Una voce che può sferrare pugni nello stomaco. Al contrario la sua grinta e la sua schiettezza ti colpiscono alla prima nota ed è impossibile non amarle. Questo album è stato registrato registrato tra Ferrara e Londra (nei prestigiosi studi dei Beatles di Abbey Road) con uno dei produttori più rispettati della scena rock italiana, Manu Fusaroli, che ha collaborato tra gli altri con Il Teatro degli Orrori e Le Luci della Centrale Elettrica. Si presenta così il ritorno di Nada, una della cantanti italiane dal nome iscritto di diritto nella storia della nostra musica leggera. L’incontro con Manu porta però l’artista ad esplorare un mondo nuovo e di sperimentazione rock. Il disco è composto da 10 brani inediti di cui Nada è autrice sia dei testi che delle musiche e in cui è ben sintetizzato il suono dell’artista livornese oggi (un mix di rock, suoni sintetici anni ‘80 e la sfrontata attitudine pop che da sempre l’accompagna). Il percorso artistico di Nada è stato in questi ultimi anni molto particolare, lontano dai cliché imposti dal mondo della musica commerciale e dalle major e molto attento al mondo della musica indipendente. Così anche i suoi lavori sono quantomeno fuori dagli schemi, lontani da quello che uno si aspetterebbe. La sua è una voce di quelle del tutto particolari, con una vocalità ed un timbro unici, fa parte di quelle che odi o ami, senza vie di mezzo, che può sferrare pugni nello stomaco. Al contrario la sua grinta e la sua schiettezza ti colpiscono alla prima nota ed è impossibile non amarle. Il nuovo album ”Vamp” sembra calzarle a pennello come un vestito nuovo fatto su misura. Come dice lei stessa “In queste 10 canzoni rido, piango e mi diverto sull'orlo del dramma a chiamare la luna, a far piangere una sirena, a sbrindellare una serenata, a inchiodare un comandante, ad aspettare la neve d'estate, ed elettrizzo l'amore con lance infuocate da lingue di piacere, nelle piantagioni di ossa che mi fanno raccogliere nell'oceano. Tutto questo con chitarre, tamburi e tanti rumori elettrici.”. Un disco pieno di grinta, di chitarre aggressive, di percussioni che segnano con irruenza l’incedere rock della voce a volte malinconica, a volte incazzosa di Nada che sembra proprio trovarsi a suo agio in questo spazio musicale. Un disco d’ascoltare tutto d’un fiato mentre si corre in un prato verso il cielo.
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16/04/2011 -
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