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Children Of Bodom
Relentless Reckless Forever
2011
Spinefarm / Universal
di Arianna Mossali
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Uno degli album più ingrati da recensire in questo 2011 ormai quasi a metà. E non perché sia brutto, intendiamoci. Quanti l’hanno ascoltato in anteprima hanno assolutamente ragione nel definirlo un ritorno ai fasti di Hate Crew Deathroll. Ma il problema è esattamente questo. I Children Of Bodom danno finalmente alle stampe il vivace e curatissimo ”Relentless Reckless Forever”, che potremmo definire un ritorno alla luce e al colore dopo le tenebre e il bianco e nero di ”Blooddrunk” (dal cui naufragio si potevano salvare al massimo un paio di singoli) e ”Skeletons In The Closet” (che un artista sia costretto a ripiegare sulle cover quando l’ispirazione è in libera uscita va bene, ma che almeno le faccia come Dio comanda…). Ma proprio rispolverando lo stile che li ha resi celebri e unici, confermano che quello che avevano da dire l’hanno più o meno esaurito con ”Are You Dead Yet” del 2005. Specifichiamo subito che non si tratta di una condanna senza appello: benvenuto sia il ritorno al sound aggressivo ma divertente, davvero “Relentless&Reckless”, che costituisce il loro marchio di fabbrica, alle melodie brillanti, agli inseguimenti a perdifiato tra le chitarre al fulmicotone dei prodigiosi Alexi Laiho e Roope Latvala, e la tastiera dell’altrettanto portentoso Janne Wirman. Gli scatenati finlandesi sono riusciti a inventarsi un genere proprio e inconfondibile giocando su questi pochi elementi; e “giocando” è il termine giusto, perché nei primi album si sentiva lontano un miglio che erano loro i primi a divertirsi in quello che stavano facendo. In parte questa impressione ritorna anche in “Relentless Reckless Forever”, ma bastano pochi ascolti a rendersi conto che la tracklist è abbastanza uniforme, insomma manca una ”Hate Me!” o una ”Needled 24/7”. Se il tentativo di scrollarsi di dosso l’etichetta di band giovanilistica, relativamente leggera, sicuramente commerciale si è tradotto in un sound oscuro e contorto che non gli si adatta, siamo felici che i ‘Children’ si siano sbarazzati dei rovelli e delle paranoie che sembravano averli stressati e appesantiti; ma rimaniamo convinti che siano capaci di qualcosa di più.
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24/04/2011 -
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