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Un giro nel girone dei Santi, San Cadoco e Santa Gilda, il girone dei santi umanizzati. Questo il tema principale su cui gli Ardecore hanno ricamato il loro nuovo doppio cd, pieno di amore, ma di quell'amore che non è altro che sofferenza, l'amore che porta al dolore, che porta alla follia, l'amore che ci strazia, l'amore che ci rende vittime e carnefici, un amore che è assassino del cuore e che come tale colpisce repentino e senza pietà.
San Cadoco è interpretato ovviamente dalla voce di Giampaolo Felici, mentre Santa Gilda è lasciata alle tonalità più eteree di Sarah Dietrich; per entrambi ampio materiale con cui confrontarsi e un'ottima resa vocale sia in tonalità che in studio dell'uso della voce, più narratoria quella di Felici mentre più intima e armoniosa quella della Dietrich. Rock, hard rock e prog-rock, queste le tonalità del primo cd dedicato al Santo maschile, con brani di un impatto eclatante come Meravigliosamente più vicina al prog, di impatto agghiacciante come l'atto estremo musicale e testuale di Per quella lei ci muore, più cantautoriali come in Non si può e Santa Gilda, introspettiva e profonda nella sua semplicità. Il secondo tempo invece scava nella tradizione della musica del canzoniere romano, la musica si fa più morbida e i testi diventano più sognanti dove la Dietrich con la sua voce ne esplora ogni minima angolatura. Con Santa Gilda la protagonista diventa la figura femminile, più vulnerabile nel suo essere sesso debole ma dotata di una forza d'animo non comune. Si parla di carcere con La povera Cecilia, piuttosto che delle donne della guerra. A cavallo tra i temi di Storia di una capinera e la Monaca di Monza, le donne qui, sotto l'alito della Santa Gilda, vengono analizzate in un tempo che non c'è più ma che detiene tematiche ancora contemporanee e crudelmente attuali.
Ecco qui che gli Ardecore hanno esplorato veramente tutto il riflusso del genere umano, tutto quello che di lercio, sporco e marcio c'è all'interno anche dei migliori sentimenti e delle migliori intenzioni. Musicalmente siamo di fronte a un chiaro passo in avanti rispetto alla rivisitazione della musica tradizionale romana, è chiara una maturità della band che è pronta a spiccare un ulteriore salto di qualità e ci riesce perfettamente. Con questa nuova vittoria, perché il doppio cd è qualcosa da cui sarà difficile staccarsi una volta ascoltato, gli Ardecore sono pronti ad affermarsi ulteriormente come una delle realtà più interessanti e ormai istituzionalizzate della musica italiana contemporanea. Chissà dove questi Santi oscuri porteranno i loro ascoltatori nel prossimo futuro.
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