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The Raveonettes
Raven In The Grave
2011
Ada Global
di Silvia Bacci
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Il duo danese torna dopo In & Out Of Control del 2009 con un nuovo album: Raven In The Grave. Con quattro album alle spalle lo stile di Sune Rose Wagner e Sharin Foo rimane inconfondibile. Le influenze della musica anni ’50 e ’60, le due voci leggere e vellutate tanto simili a The Everly Brothers, e suono, tanto suono distorto soprattutto e a volte solo il pizzicare chitarre elettriche, questo sono The Raveonettes.
Nel precedente album c’era più movimento, più rock, in Raven In The Grave ci troviamo invece più vicini al pop, al noise pop per l’esattezza. Le atmosfere sono più rilassate e potremmo definirlo un album da relax: bisogna farsi cullare da quello che le 9 tracce contengono. Il pezzo d’apertura Recharge & Revolt mantiene lo stesso ritmo sotto la morbida voce di Sune Rose Wagner, War In Heaven invece è più colorita, sarà per i cambiamenti di ritmo, per i suoni elettronici e per le due voci che si incrociano con estrema naturalezza come anche nella bellissima Forget That You’re Young. La quasi sussurrata Summer Moon con il suo sound tremolante intervallato a parti pulite crea un’atmosfera unica, eterea. Troviamo più movimento e quasi una scossa elettrica in Ignite, il pezzo più veloce dell’album. Poi c’è Evil Seeds in cui non si fa economia sul noise e si chiude con My Time’s Up dove invece si torna sul pulito, o quasi perché sempre di noise si parla.
Dipende un po’ dai gusti, come sempre del resto. Meno rock e più pop questa volta, ma nessun dispiacere perché è un ascolto gradevole e rilassante, pieno di sentimento.
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03/05/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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