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Complice l’evidente crisi di creatività che miete vittime in abbondanza nel jet set del pop e del rock internazionale, da qualche tempo sul mercato impazzano due categorie musicali dal sapore della soluzione passepartout: le cover (con relative cover delle cover) e i Greatest Hits, o Best Of che dir si voglia. Ora, con o senza gli Smiths, Morrissey è di per sé un artista talmente illustre, riconosciuto, celebrato e collezionato, che sembrerebbe impossibile trovare qualcosa di “inedito” da dire su un altro suo Best of. Ebbene, a quanto pare c’è, perché Mr. Steven Patrick Morrissey ha spiazzato un po’ tutti, definendo raccolta quella che una raccolta non è.
Altrimenti detto, questo The Very Best Of si distanzia dalla logica del “pacchetto tutto compreso” (peraltro tipico del musicista sul viale del tramonto, cosa che Morrissey certo non è) che accozza insieme hit appartenenti ad ere geologiche diverse, musicalmente parlando. E’ invece una selezione dei brani usciti nel suo periodo HMV/Parlophone, più una manciata di inediti, e un DVD, per un totale di 18 track, 11 videoclip e un live finora disponibile solo in Internet. Completa il tutto il pregevole booklet fotografico firmato da Jake Walters, Kevin Cummins, Linder Sterling, Perou e Renaud Monfourny. L’ampia tracklist spazia dalle pietre miliari della carriera solista di Morrissey, come Glamorous Glue, The Last Of The Famous International Playboys o Break Up The Family, fino a meno conosciuti ma pregevoli B-Sides (November Spawned A Monster, Girl Least Likely To), e a versioni rare di Interlude, Tomorrow e My Love Life. Discutibile l’inclusione di episodi assai poco popolari quali Ouija Board, Ouija Board e Interesting Drug; d’altronde, lo ribadiamo, questo non si può definire un vero e proprio greatest hits: se ne deduce che il buon Morrissey si sia preso la libertà di fare scelte più “personali”, inserendo brani che lui stesso sente vicini, pur non essendo molto amati dal pubblico.
Che dire? Lui è il Morrissey che conosciamo, con le sue ineffabili melodie. Possiamo tranquillamente scommettere che abbia perso settimane di sonno studiando la sottile e raffinata strategia per questo ennesimo disco-strenna. Certo, non è uno strimpellatore di primo pelo, sa perfettamente cosa passa nella testa degli ascoltatori e conosce benissimo le regole del marketing. Ma si sa, acquistando un artista “sulla fiducia”, implicitamente si accetta di stare al gioco. “Moz” ha confezionato un gioiellino da collezione, progettato per sorprendere con le scelte “alternative” (davvero?) del platter, e, comunque sia, chi ama lui e la sua musica non può che apprezzare. Giusto in tempo per lasciar crogiolare ancora un po’ i fans nell’attesa del nuovo album di inediti, che a quanto pare sta incontrando problemi di produzione. Diavolo d’un Morrissey.
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