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Sonny And The Sunsets
Hit After Hit
2011
Fat Possum Records
di Stefano Torrese
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Sonny Smith è un personaggio eclettico della scena di San Francisco. Attore, regista, poeta, musicista, artista tout court, un po' il prototipo del creativo di questi anni 2000. "San Francisco è la capitale mondiale della stravaganza" disse in un'occasione Jay Clem dei The Residents; Sonny e la sua banda, i The Sunsets, non fanno niente per contraddire tale affermazione. La straordinaria capacità di creare ritornelli e strofe lo ha portato alla creazione di un'enorme progetto chiamato 100 Records, Sonny Smith ha prima scritto i nomi di 100 canzoni per altrettante band inesistenti per poi rivolgersi ad altri 100 artisti visivi per la creazione delle copertine; realizzati gli artwork ha registrato per ogni band fittizia un singolo. Il risultato è stato un unico juke-box da lui stesso creato ed esposto alla galleria di San Francisco. Messe da parte le sue megalomanie, Sonny Smith incide per la seconda volta un album vero,"Hit After Hit", e lo utilizza come veicolo espressivo della sua arte. Canta di nevrosi psicologiche, fallimenti amorosi, crisi esistenziali con la leggerezza di un cantautore disimpegnato. Ricorda il Syd Barrett solista del “Madcap Laughs” nel cantare scanzonato e asettico durante il brano iniziale "She Plays Yoyo With My Mind" e segue con l'emozionante "I Wanna Do It" che ricorda Dan Treacy dei Television Personalities. Se da un lato è evidente il richiamo a sonorità anni '50 e a gruppi di punta come i Velvet Undergound, traspare dall'altro lato una vena cantautoriale del tutto caratteristica e originale. L'incipit di "Home And Exile" è un perfetto misto tra garage e rock'n'roll vecchia maniera, mentre "Reflections On Youth" è scandagliata da una chitarra acustica alla Violent Femmes. In "Girls Beware" e "Don't Act Dumb" l'approccio avanguardistico alle melodie del pop è lo stesso di quello di David Byrne ma il piglio di Sonny Smith è decisamente più intimista e delirante. L'anima lo-fi dell'album è sempre sporcata da venature pop-punk alla Buzzcocks che rendono brani come "Teen Age Thugs" e "Heart Of Sadness" ballabili e orecchiabili sin dal primo ascolto. “Hit After Hit" è un album di 'facile' ascolto ma non per questo banale e scontato; un revival lo-fi partorito dalla mente geniale e artistoide di Sonny Smith. 28 minuti intervallati da due splendidi strumentali ("The Bad Energy From LA Is Killing Me" e "Acres Of Lust") che farebbero invidia alle cacofonie di John Cale e conclusi con la splendida e romantica ballata "Pretend You Love Me".
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27/05/2011 -
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