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Una voce che è una garanzia, quella di Marianne Faithfull, indiscussa protagonista della scena della swinging London alla fine degli anni Sessanta, ex di Mick Jagger, musa ispiratrice di un brano come Sister Morphine, eseguito proprio dai Rolling Stones nei primi anni Settanta. Adesso Marianne è una signora di 64 anni che però non ha perso l’abitudine di graffiare e di mettere in musica le sofferenze e le continue prove a cui viene sottoposto in vita l’animo umano. E’ arrivata al suo ventitreesimo album, senza però mai rinunciare ad esperienze nel cinema come attrice e ad escursioni nella musica sinfonica.
Una donna inquieta ed ancora molto affascinante, che ha registrato questo Horse And High Heels nel quartiere francese di New Orleans, sotto la guida di Hal Willner , che torna a produrre un suo album. Dodici brani in tutto, otto dei quali però sono delle cover version e solo quattro canzoni originali. L’operazione mette in risalto quindi, una volta di più, le doti canore di Marianne, capace di offrire meravigliose interpretazioni, intense e sofferte, a brani come The Stations, dei Gutter Twins, che apre il disco, oppure Love Song, scritta da Lesley Duncan per Elton John. Molto accattivante anche la nuova versione di Past Present And Future, il vecchio successo pop delle Shangri-Las e da segnalare anche la voce roca di Marianne alle prese con That’s How Every Empire Falls di R.B. Morris e con No Reasons di Jackie Lomax e la più nota Goin’ Back di Carole King. Molti gli ospiti illustri presenti in sala di incisione: Dr John, Lou Reed, Wayne Kramer, ex MC5, e John Porter, un valido chitarrista, produttore di Roxy Music, Eric Clapton e Smiths. Nel complesso Horses And High Heels si rivela un buon disco di musica rock, molto guitar oriented e pieno di ritmo. Brani come Why Did We Have To Part, per esempio, trasmettono molta energia, ti riscaldano il cuore e ti avvolgono in melodie senza tempo.
Da segnalare ancora una citazione davvero interessante, contenuta su Eternity, quella di una traccia audio tratta da The Pipes Of Pan At Jajouka, un disco dei Master Musicians of Jajouka, gruppo marocchino prodotto da Brian Jones nel lontano 1968. L’album si chiude con la bellissima The Old House, un brano scritto da Frank McGuinness, noto autore di testi teatrali, appositamente per Marianne. Lei ringrazia e ripaga la gentilezza con una interpretazione che lascia senza fiato per quanto è drammaticamente bella.
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