|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Brunori Sas
Vol 2. Poveri Cristi
2011
Picicca Dischi
di Maria Francesca Palermo
|
|
Dario Brunori mantiene tutte le promesse riposte e cambia prospettiva in un Volume Secondo pronto a garantire giustizia a tutti i Poveri Cristi. Una tragicomica umanità che scompone i luoghi comuni e i sofferenti brindando alle storie d’amore con goliardia e intuitivo sarcasmo. Triade di una scrittura personale fatta di aspettative condivise, semplici esperienze quotidiane e preghiere da riservare a qualche buon dio misericordioso. Se non resti a guardare, ti salvaguardi come puoi. Magari con un Vol. 1 che a distanza di due anni tieni ancora a fischiettare l’Italia. Quella penisola che da Nord a Sud continua a riempiere i veri ‘palazzi’ della scena nostrana cantando in coro di imprenditoria, ginocchia sbucciate e ‘mazzi di carte con pochi assi’. A suo modo certo, tra un Pertini e un Bearzot perennemente chiamati a rimpolpare in poche socrosante battute i live della Brunori Sas. Frasi d’esordio nel mondo, per l’appunto, domande interlocutorie a cui nulla si può rispondere ma che a casa trascinano come premessa un “Premio Ciampi” e anche una “Targa Tenco”. Canzoni collocate da primissimi piani e trasportate adesso all’interno di un reticolato che ha tutta l’aria del ‘supplizio’ meridionale e i motivi giusti del tempo nazional-popolare.
Il Vol. 2 inaugura così una percezione di somiglianza e appartenenza che è sempre più territorialmente comune alla virtuosa testualità cantautorale dei nostri giorni. Riferimenti stilistici di fattura ‘Brunoriana’, cioè ammaestramenti di vita privata e osservazioni sul divagare pubblico. Immagini testimoniali che in cuor loro procurano sempre un pregevole pallonetto alla ritmia di Rino Gaetano, o almeno sulla carta. Perché ciò che dovrebbe principalmente contare in questo caso è la scarsa pretesa di smanie referenziali se dopo un solo ascolto riuscite a cantare tutti i pezzi dall’inizio alla fine. Questo tipo di legge è valida anche in Poveri Cristi, un album completo più del primo, prosciolto in testi emotivamente indiretti ma di sfondo ancora visibile in tutti i suoi caratteri. A farla da padrona è infatti la capacità di maneggiare una ricetta più precisa: un’orchestrazione affilata attraverso fiati, bordate chitarristiche e melodie che ben riescono a tener coeso l’album nel percorso delle idee. Brunori passa dalla prima alla terza persona utilizzando una polizza a più alta obbligazione morale. Armonizza personaggi locali e affida loro i conti del salario (Il giovane Mario), gli effetti bancari sulle cambiali e la madonna di Pompei sopra la ‘centoventisei’ (Rosa). Sfodera l’arma di una Firenze variegata nelle sere d’estate (Lei, lui, Firenze) e si concede alla malinconia di una sonata notturna (Una domenica notte). Memorie di un passato sempre presente, inventive sonore che si arrichiscono di collaborazioni esteticamente affini che sono innanzitutto amicizie e piccole vittorie musicali. Duetta con Dente (Il suo sorriso) ma oltrepassa il colpo di grazia con Dimartino (Animal Colletti). Riesce a rinnovare il passo del disvelamento intimo elergendo fischiettii armoniosi e talismani per fare innamorare (Tre capelli sul comò). Stilettate di una pellicola cromatica e fraseggi che sono tracciati sul cuore (Fra milioni di stelle). L’obiettivo è stato raggiunto. Ora la Brunori Sas ormeggia il barcone un passo più avanti e Dario dal canto suo si fa testimone di uno spaccato italiano in modo a dir poco perfetto.
|
|
20/08/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|