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Lilies On Mars
Wish You Were A Pony
2011
Elsewhere Factory Records
di Maria Francesca Palermo
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Progetto semi-italiano quello dei Lilies On Mars, gigli che nascono in un altro pianeta. Un posto che almeno inizialmente è la Sardegna, a diciannove anni lasciata delle due ragazze per trasferirsi alla volta di Londra dove vivono oramai da dieci anni tra Hackney e Shoreditch. Un debutto omonimo registrato con Bill Gautier, produttore noto per aver collaborato tra gli altri con The Cure e Fleet Floxes, e una serie di lavori con Franco Battiato a portare dalla loro una promettente carriera musicale. Le giovani menti sono Lisa Masia e Marina Cristofalo, alle quali si aggiunge questa volta il batterista canadese Matthew Parker, ex Sunny Days Sets Fire. Il secondo lavoro dei Lilies On Mars perfeziona il tiro e raddrizza il confine entro cui l’album si pone. Atmosfere shoegaze dell’inghilterra bene, chitarre, basso e synth che si accostano a “Wish You Were A Pony” come a delle morbide melodie dream-pop. Un suono rotondo e incandescente, abbastanza vittoriano nel cantato etereo dei cori (”Aquarium’s Key”, “A Lost Cause”) e piacevolmente distorto attraverso un gioco sperimentale decisamente più sofisticato e accattivante (”La Mattina Prima di Andare a Letto”, ”Su”). Atmosfere rarefatte che pian piano divengono maggiormente affinate da un songwriting crudo e puro quanto il rock, secondo ottimo aspetto della medaglia. Il tutto arrotolato in un pacchetto che fa degli arrangiamenti la via di fuga verso immagini oniriche dall’estro suggestivo e delicato (”I’m Confused It’s Ok”, “Coming Slowly Undone”). Soluzioni ricche di inventiva e versatilità che sono chitarre slabbrate e crescendo di voce riformulati in xilofoni-pop di continua bellezza (”Angry Lullaby”, “Hiding Under Water”). Angoli di una singolare forza ipnotica che lascerebbero intuire ulteriori sviluppi interessanti. Un ottima seconda prova che marca e riconferma il loro legame di sangue anglo-americano. Una certezza italica “i Gigli Su Marte”, speriamo non destinata a germogliare solo in terra straniera.
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27/08/2011 -
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