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Bon Iver
Bon Iver
2011
Jagjaguwar Records
di Andrea Belcastro
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Circa quattro anni fa bussò timidamente alla porta delle case discografiche portando in mano un piccolo album registrato in una capanna in mezzo ai boschi. Canzoni acustiche, sofferte, piccole gemme di un animo tormentato. Nove composizioni che fecero intuire, anche se con qualche caduta di tono, potenzialità enormi e consentirono la riscoperta di un cantautorato americano sincero e di qualità, come forse non si vedeva – affermando ciò con le dovute precauzioni e le giuste proporzioni - dai tempi dei primi dischi solisti di Elliott Smith.
Bon Iver, o se preferite Justin Vernon, si ripresenta con un disco che eleva al quadrato tutte le caratteristiche dell’esordio, innestando le solite melodie in arrangiamenti molto più complessi e variopinti. "Minnesota, WI" è ottima esemplificazione del nuovo percorso: banjo, chitarre liquide, sax e ritmiche sottolineate dal synth. La delicata ed angelica voce di Vernon abbandona i lidi dell’intimismo ed abbraccia un sound che ricorda addirittura certi Genesis. E forse quest’ultimo non è un paragone così azzardato come potrebbe sembrare, perché c’è qualcosa che geneticamente (per l’appunto) ricollega i brani di Bon Iver tanto alle origini progressive quanto alle derive synth-pop della storica band inglese: non è raro, infatti, incorrere in composizioni costruite su piccoli rintocchi di piano, atmosfere eteree rifinite da carezze vocali e poi così, all’improvviso, esplosioni di ritmo e suono che magari, altrettanto repentinamente, sopiscono senza lasciare ulteriore traccia. L’album viaggia su queste coordinate alternando cose molto buone ad altre abbastanza inutili completando un percorso che partito molto bene con l’interessante "Perth" giunge a conclusione con un brano francamente imbarazzante come "Beth/Rest".
Non è affatto detto che avere tanto budget e molti strumenti a disposizione sia garanzia di qualità e Bon Iver è il perfetto esempio di come la semplicità sia spesso la scelta migliore.
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29/06/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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