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Comet Gain
Clang Of The Concrete Swans
2011
Fortuna Pop
di Fernando Rennis
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Qualche minuto dopo aver premuto play mi chiedo se sto ascoltando una b-side dei Velvet Underground cantata da un aspirante Pete Doherty poi però ricordo di aver selezionato l’ultimo album dei Comet Gain. è un disco strano, fatto di echi che lasciano spazio all’inevitabile “questo mi ricorda tanto..” oppure “sarebbe stato meglio se..”. E come già ricordato, porta alla mente il gruppo di Lou Reed e a lungo andare l’impressione che manchi qualcosa ai brani è costante. Forse il gruppo (attivo dal 1993 e con cinque album alle spalle) ha perso un po’ d’incisività, basta voltarsi indietro ed andare a pescare la spensieratezza di “Strenght” o la rabbia e la sporcizia di “Record Collection” per notare che è proprio così. Qualche graffio per fortuna questo disco lo lascia e la psichedelia di “Yoona Baines” e della successiva “Working Circle Explosive!” è una spanna sopra gli altri brani ma è troppo poco per un disco di ben tredici pezzi. Risulta comunque apprezzabile la gamma di suoni e un certo barocchismo degli arrangiamenti, sentore di un ottimo lavoro di post produzione e di un tentativo (altrettanto apprezzabile) di mostrate una certa attenzione al panorama musicale e di non risultare quindi troppo legati ai lavori precedenti che è una piaga che colpisce solitamente molti gruppi dal terzo disco in poi. In questo caso però non si parla di ripercorrere la strada presa in passato ma di notare che qualcosa per strada sia andato perso. Niente di più e niente di meno.
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07/07/2011 -
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