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Golden Kanine
Oh Woe!
2011
Glitterhouse Records
di Martina Consoli
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Che musica vi aspettereste da un gruppo proveniente dal freddo nord Europa? Metal - rispondereste voi – con l’aggiunta di atmosfere dark, borchie e qualche capellone di turno. Ci sono pur sempre le eccezioni ed una di queste sono i Golden Kanine originari del sud della Svezia che dopo diversi scioglimenti sono arrivati alla line up attuale composta da Andreas Orlog e Linus Lindvall, entrambi voce e chitarra, Dante Ekfeldt al basso, Micke Sahlin alla batteria e Marcus Lundquist al trombone. Anche loro, rispettando la tradizione scandinava, sono partiti dalle chitarre pesanti e dalle urla di rito sottostanti ma ad un certo punto, motivati anche dal contratto con un’etichetta discografica tedesca, hanno deciso di ampliare i loro orizzonti e trarre spunto da nuove sonorità. Questo nuovo percorso è stato intrapreso nell’album di debutto “Scissors & Happiness” del 2009 e si è ulteriormente concretizzato con il nuovo “Oh Woe!”. Si può dire che hanno fatto un gran bel balzo sonoro essendo approdati all’indie ed al folk con qualche tinta di lo-fi, è come se hanno voluto ripulire le loro vesti dall’ultimo acaro di polvere rimasto. Ciò ha portato i cinque svedesi a sperimentare svariati strumenti come il mandolino, il banjo, il pianoforte e diversi tipi di percussioni, creando un mix sonoro originale e per nulla scontato che ha già fatto breccia negli ascoltatori di Svezia, Germania, Danimarca e dintorni, anche grazie all’aver preso parte a diversi festival tra cui il Fusion Festival e l’On The Rocks Festival (attualmente sono ancora in tournée). Il primo singolo estratto dall’album è “Climb”, ritmato e fantasioso, messo in luce da un vibrante violino che fa da colonna portante all’intero arrangiamento, poi “Arkhan” in cui viene fuori la forte impronta folk/country del gruppo e “Burial”, brillante, fa venire voglia di saltellare. Eleganti, più lente e suadenti sono invece “Low Of Probable Outcome” e “Fire” che realizza un connubio perfetto tra testo, voce e melodia. Si distingue da tutte le altre tracce la numero 10 dal titolo “Oh Lord”, cupa, grigia, è una triste ed accorata preghiera al Signore in cui lo si implora di salvare il mondo dalla distruzione che hanno provocato gli uomini attraverso un “ooh” sofferente ripetuto. Un album convincente, curato ed orecchiabile, questi cinque ragazzi svedesi hanno davvero centrato il colpo.
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24/08/2011 -
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