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Underground Railroad
White Night Stand
2011
One Little Indian
di Ida Stamile
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Una sensuale “figura-fantoccio” femminile, che giace distesa sul letto immersa nella luce caliginosa di Lynchiana memoria, è quanto emerge dall'artwork del terzo album degli Underground Railroad, ”White Night Stand”, prodotto dalla prestigiosa One Little Indian. Le sonorità del trio parigino, di stanza a Londra dove il gruppo ha suonato con band del calibro di Dinosaur Jr, Blood Red Shoes e Ladyhawke, sono caratterizzate da una miscela di garage prepotente, incursioni post-punk ed echi vintage blues e psichedelici, macchiati di synth. Con “White Night Stand”, la band lambisce atmosfere acustiche più dense, ombrose, tetre ed intimiste rispetto alle creazioni precedenti (“Twisted Trees” e “Sticks and Stones”, rispettivamente del 2007 e del 2008). L'immaginario sonoro degli Underground Railroad possiede inoltre espliciti riferimenti a David Lynch non solo a partire dalla copertina del disco; alcuni brani prendono infatti in prestito i nomi di alcuni episodi di Twin Peaks: ”The Black Widow”, “The Orchid’s Curse” e ”Traces to Nowhere”. Si percepisce dunque una ventata fumosa e inquieta nelle tracce dell'album, in bilico tra atre sfumature, sferzate noise e melodie distorte e ossessive, ben sorrette anche dalla corposa ed enigmatica voce di Marion Andrau, c'è poi la narcotica batteria di ”We Were Slumbering”, la follia reiterata e visionaria di ”Lucky Duck”, il blues di ”The Black Widow”, i sintetismi post-moderni di ”Ginkgo Biloba”. “White Night Stand”, designa una importante ed evidente evoluzione della band a livello armonico e compositivo e una maggiore maturità sonora rispetto ai lavori antecedenti. È un album dal sapore malinconico e dalle visioni trasposte, ossessive, alienanti e ipnotiche.
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12/09/2011 -
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