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Gus MacGregor
Gus MacGregor
2011
Fod Records
di Chiara Felice
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"I was like an old hobo. My diary was just filled with confirmation numbers for trains and planes and buses. I would travel anywhere for a gig, play a folk club in Bournemouth then spend seven hours on a coach to Nottingham.”. Una vita che risponde quasi in pieno a tutte le tappe del folk-singer (e, più ingenerale, dell'artista) quella di Gus MacGregor, inglese di nascita e statunitense nell'attitudine musicale. Parole che sembrano provenire direttamente da un racconto dei gloriosi anni Sessanta e che ci riportano alla vera natura della musica e dello scrivere canzoni. In questo suo primo lavoro omonimo, MacGregor cerca di mantenere la stessa raccolta energia che si ha quando si eseguono brani in un angolo di strada, per un manipolo di passanti in cerca di tranquillità, richiamati dalla sentita interpretazione di una canzone, che sia inedita oppure presa in prestito da un gigante del songwriting ormai nell'olimpo della musica.
Sono storie personali quelle narrate, di una semplicità a tratti sconvolgente, fatte di ricordi in attesa di riallacciarsi ad una nuova realtà: “Now this old Vauxhall has seen better days, but the radio still works quite well, and if I tune it just enough, between the static and the engine buzz I can still imagine us”. Le storie personali si intrecciano al sentire “politico” dell'autore, che nella conclusiva I Bet You Wish You'd Listened To Me Now - brano che trae ispirazione dai discorsi di Nelson Mandela – decide di sfruttare al massimo le sue doti interpretative spogliando il brano di ogni accompagnamento musicale, in modo da rimarcare maggiormente il messaggio racchiuso nel testo. Dal punto di vista musicale non mancano i richiami allo stile di Paul Simon, che si palesano negli arpeggi di Crown The Thorns; così come non ci si esime dal mettere in pratica, a proprio modo, ciò che resta dei solchi ormai appiattiti di un vinile di Dylan, "hen you see no ship, only hardships. May the wind dry the tears from your eyes; may the sun turn rain to rainbow in your sky”. Sono i brani come l'appena citata Rain To Rainbows - canzoni che restano fuori dai riflettori delle radio-hits – ad avere il profumo di un ambiente familiare; interpretazioni che assumono quasi il sapore di una preghiera grazie all'ottima interpretazione dell'artista.
Gus MacGregor in questa sua prima fatica discografica, sveste i panni di attore per mettere a nudo i propri sentimenti con l'ingenuità di un bambino al primo approccio alla vita; e lo fa con una fortissima carica di positività, “I swear I heard the angels calling and heaven send a lifeline down, saying we'll wake you when you're falling, just before you hit the ground”. Come direbbe un autore sicuramente caro a MacGregor “There is a crack in everything, that's how the light gets in”.
Tracklist 1. Under the sun 2. Crown the thorns 3. My two feet 4. Rain to rainbows 5. I once imagined us 6. For better or for worse (holdin on) 7. Lifeline 8. Rings around the moon 9. Before the union fell 10. Sarah 11. Swallows and amazons 12. I bet you wish you'd listened to me now
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06/09/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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