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The Melvins
Sugar Daddy Live
2011
Ipecac / Goodfellas
di Giuseppe Celano
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I Melvins non hanno bisogno di edulcorazioni, nel tempo si sono guadagnati una “fama” impressionante e un rispetto indiscutibile. La loro musica, che di certo non si può incasellare facilmente in un solo genere, è qualcosa di irrispettoso, violento e rumoroso dalla quale emerge una classe spaventosa.
Le tredici tracce di Sugar Daddy Live, catturate in una data al Busta-Gut Club di Downey, mostrano alcuni dei classici, presenti e passati, con esecuzioni al fulmicotone di A History Of Bad Men e della devastante di The Kicking Machine. Le chitarre sono della durezza della materia stellare, le si può ascoltare in tutto il loro splendore mentre ruggiscono potenti, eruttate da amplificatori al limite dell’esplosione. La lava sonica di Eye Flys è un misto di watt e feedback sublimati in una materia caustica. Inutile parlare della sezione ritmica di King (appunto) Buzzo divisa fra Dog Island e The Hawk: più che suonare le pelli Buzzo sembra avere una questione in sospeso con la batteria. L’acidità del solo in Tipping The Lion e il rifferama granitico si amalgamano perfettamente al cantato paranoico formando cosi uno degli highlight del disco che confluisce, senza tirar fiato, nella successiva e tiratissima Rat Faced Granny. Chiude questo live la fulminante versione di Boris: l’esecuzione fa impallidire la metà delle sedicenti metal band in circolazione.
Potenza, aggressività e pieno stile sabbathiano al servizio dell’eclettismo sonico di un quartetto quasi perfetto (anche dal vivo).
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15/09/2011 -
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