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Giorgio Canali & Rossofuoco
Rojo
2011
La Tempesta dischi
di Fernando Rennis
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Il rosso è il colore della passione e per Giorgio Canali anche la tinta del ricordo di esperienze musicali i cui primi vagiti sapevano di dialetto emiliano/romagnolo e che hanno trovato la propria identità sotto acronimi quali C.C.C.P., C.S.I. e P.G.R. per poi reinventarsi in un semplice Giorgio Canali & Rossofuoco. Il nuovo album di quest’ultima esperienza del chitarrista di Predappio è un nodo il cui intreccio è fatto di emozioni e passioni talvolta urlanti e schiette, altre volte agrodolci e quasi sussurrate. Lo stesso Canali spiega: “Lo so di essere stato in buona compagnia... di questi tempi c'è un bel po' di gente che ha questa stessa reazione di resa. Poi una mattina mi sono svegliato con la carmagnole in testa, il canto dei sanculotti incazzati che si preparavano ad appendere la classe dirigente dell'epoca ai lampioni di Paris: "dansons la carmagnole et vive le son du canon"... folgorato sulla via di Versailles... ho cominciato ad ascoltare "ça ira" e altri canti, di tutte le rivolte popolari, confusi in un unico calderone mentale senza geografia che ha cominciato a bollire con una parola chiave "rivoluzione".Ecco, poi è venuto il resto, parole che parlavano anche di me...” Sante parole che prendono corpo in ”Carmagnola #4” che è sicuramente il brano simbolo di ”Rojo” concettualmente e musicalmente parlando: riff taglienti e ritmo incalzante trainano un testo graffiante che inneggia alla rivoluzione con tanto di francese e spagnolo impiegati nei due ritornelli. Siamo sicuramente nel punto più alto del disco che, come un gabbiano che sorvola il mare, resta sospeso a metà tra il frastuono delle onde che si infrangono sugli scogli sottostanti (”Regola #1”, “Ci Sarò”, “Morire di Noja”, “Sai Dove”, “Risoluzione Strategica #6”) e la tranquillità di un cielo sovrastante che si appresta ad accogliere la sera (”La Solita Tempesta”, “Controvento”, “Treno di Mezzanotte”, “Un Crepuscolo Qualunque”, “Orfani dei Cieli”). “Rojo” è un bell’album, piacevole, che di sicuro non vi sorprenderà ma spesso la sensazione di andare sul sicuro non equivale alla noia o alla ripetitività, spesso è confortante metter su un disco e sentire aria di casa. Perché la rivoluzione parte sempre da ciò che ci è più caro.
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21/09/2011 -
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