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WU LYF
Go Tell Fire To The Mountain
2011
Pias
di Daniele Bagnol
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Provenienza Manchester: sì, proprio quella Manchester che state pensando, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, quella dei concerti all’Hacienda, quella degli Smiths, degli Stone Roses, degli Happy Mondays e Joy Division, e via dicendo; che poi i quattro mancuniani in questione manco l’hanno vissuto quel periodo, probabilmente vista l’età erano ancora intenti a succhiare il latte o giocare a nascondino, però ci si incastrano alla perfezione.
World Unite! Lucifer Youth Foundation, per gli amici semplicemente WU LYF (leggere “vu laif”) sono un collettivo - perché di collettivo effettivamente si tratta - a metà strada tra gli squatter e i chierichetti, quelli con l’incenso; la loro grande strategia d’ attacco è stata quella di rimanere nell’ombra, coperti dal mistero, prima dell’uscita del disco (vedasi l’assenza fino a poco tempo fa di una pagina Myspace, Facebook e le continue cancellazioni della pagina Wikipedia per esempio) che ne ha aumentato proporzionalmente la curiosità. A parte il profumo che stuzzica l’ attenzione, però, di sostanza ce n’è parecchia perché Go Tell Fire To The Mountain è un discone contro cui si va a sbattere già dal primo ascolto.
Malinconia ed esaltazione, solennità ed ossessione, ordine e caos: il leitmotiv dell’ album è tutto nel gioco di attrazione tra gli opposti. Un’unica traccia frantumata in dieci brandelli, ognuno più inebriante dell’altro; spirito punk e maglietta Lacoste si fondono in un mix che ha il sapore lussurioso della prima sigaretta al mattino a pieni polmoni. Per chi ha un minimo di memoria storica si collocano a metà tra Happy Mondays e gli Swans; per chi invece va avanti per associazioni a breve termine immaginatevi l’eco degli XX immersi nella melma, oppure i Foals di Total Live Forever ma più solenni. Ma se questi erano una tempesta in un bicchiere come potenza sonora, i WU LYF sono un vero e proprio tsunami. Tracce come Such A Sad Puppy Dog, Spitting Blood e Summas Bliss raggiungono picchi di maestosità, mentre Cave Song e We Bros sono belle nella loro anima. L’apice però si raggiunge con la leggiadria di Heavy Pop, naturale dimostrazione della teoria degli opposti.
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26/09/2011 -
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