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Tori Amos è sempre più vicina a un mondo fatto di fantasia, fate e “canzoni di Natale”. Mentiremmo nel dire che non siamo felici dell'intimità ritrovata in questo Night Of Hunters, intimità che si poteva presagire in Abnormally Attracted To Sin, ancora pop sicuramente come scelta, una intimità che quindi non era stata totalmente raggiunta, anche se gli echi di tristezza, pathos e raccoglimento lasciavano presagire un cambiamento; intimità portata ora a nuova vita dalla Amos che torna nel suo splendore magico.
Le melodie si susseguono quasi inseguendosi come spiritelli tra un brano e l'altro; sentiamo echi chiari di brani classici, Schubert, Chopin, Debussy, Bach, che si accostano e riprendono sue vecchie e care melodie; un recupero di sacralità e magia, di sogno e divinità. Era tanto che non ascoltavamo da lei una produzione di tal fattura, che, per quanto ad alcuni potrà suonare trita di un passato lontano per alcuni versi in fondo può essere vista come un nuovo passo avanti. Le novità sono negli archi ad esempio, ce ne sono molti e fruttuosi; tante novità sonore quanto stilistiche, tra cui la coraggiosa scelta di far cantare la sua figlia, tanto desiderata e quindi protagonista di quattro brani, scelta che le si passa se si è dei veri fan conoscendo le battaglie che la Amos ha combattuto in nome della maternità. Ai più affezionati sicuramente scalderà il cuore e finalmente si tornerà a volare con la mente sulle note del suo pianoforte e della sua voce. I racconti della Amos sono tutti ispirati e ispiratori, Night Of Hunters è come camminare in un bosco notturno dove si nascondono elfi e creature mitologiche, è come passeggiare in una collina verde a picco sull'oceano dove il vento porta con sé storie di altri tempi e di altri universi. Metafore di vita, metafore di amore, di dolore, di quel mondo psicologico che ci è così difficilmente accessibile nella corsa quotidiana alla sopravvivenza o al successo, e di cui la Amos è sempre stata così brava ad aprire le misteriose porte. La nostra racconta-storie è tornata in tutto il suo splendore e questo album accenderà ancora di più i colori caldi e pungenti dell'autunno, i rossi, i marroni e i residui di verde, i cieli prima di un temporale e quelli quando la tempesta ormai è passata. Un album da ascoltare davanti al caminetto oppure raccolti sotto al piumone al riparo dal freddo e dal gelo del mondo esterno, immaginando di saltellare felicemente nel mondo magico e fantastico dipinto da Tori e dalla sua dolce musica.
Un ennesimo album, un ennesimo successo e per i più fortunati anche un live la prossima settimana a Roma e Milano. Prendete questo album e lasciate che vi coccoli per tutto quello che sarà il freddo autunno e il gelido inverno, lasciate che vi riscaldi e vi lasci sognare in attesa di una nuova primavera.
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