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Red Hot Chili Peppers
I’m With You
2011
Warner
di Ivan Nossa
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Ed eccolo finalmente il nuovo disco dei peperoncini. E’ sempre un evento ormai quando partoriscono qualcosa di nuovo e le aspettative sono alte. D’altronde dopo aver venduto più di 70 milioni di dischi ed avere creato dei veri classici del rock è anche naturale. Stavolta c’è anche una novità. Che tanto novità però non è più: John Frusciante ha lasciato il gruppo. Un’altra volta. Il chitarrista era una delle anime del gruppo e probabilmente la mancanza si sentirà. E’ stato rimpiazzato dal giovane Josh Klinghoffer. Ventenne californiano che dopo aver suonato un po’ con la band è entrato a tempo pieno nella formazione. La copertina è curiosa, una pillola ed una mosca. Cosa accomuni i Red Hot Chili Peppers alla pillola ed alla mosca ognuno è libero di immaginarselo. Il titolo sebbene scontato appare originale proprio per quello. Spero mi abbiate seguito.
Il cd è stato anticipato dal singolo The Adventures Of Rain Dance Maggie che andato molto bene in radio. Un brano pop/funk, commerciale, piacevole, grintoso in puro stile RHCP. Il tutto faceva presagire un buon ritorno. Quattordici tracce per un album ricco. Ma mai noioso. La festa si apre con Monarchy Of Roses uno dei brani migliori, pieno di energia e groove. Un misto di funk e rock tipico genere RHCP, band che negli anni ha saputo creare un genere che possono definire “loro”. L’inizio ci fa presagire che ci divertiremo. Ora che John se ne è andato Flea ha campo libero e il basso regna sovrano in ogni pezzo. Un basso sempre prepotente, vibrante. Un suono che ti si appiccica addosso. Michael “Flea” Balzary si anche messo seriamente a studiare musica e per la prima volta suona anche la tromba e il pianoforte. La batteria di Chad Smith è sempre impeccabile diventando la vera anima rock della band. La voce di Anthony Kiedis, che non è mai stato il loro punto forte, sembra addirittura essere migliorata con gli anni, un po’ come succede al vino. Una voce che è bella perché unica dal timbro inconfondibile. Ci sono dei veri gioielli in questo disco, come la splendida Police Station, una ballad rock intensa dai toni noir. Oppure la travolgente Goodbye Hooray con chitarra e batteria da urlo. E’ difficile soffermarsi su qualche brano in particolare perché l’intero lavoro non ha cedimenti, un disco compatto, solido, che avvolge l’ascoltatore accompagnandolo dall’inizio alla fine.
In perfetto stile RHCP, niente di nuovo ma per fortuna niente di meno. Uno dei migliori album rock di quest’anno che ci ripaga dell’attesa.
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07/10/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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