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Apparat
The Devil’s Walk
2011
Mute
di Fernando Rennis
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Non lo vediamo ma c’è. E non importa essere credenti di qualsivoglia religione piuttosto che freddi atei razionali. Eliot si chiedeva: “Chi è il terzo che ti cammina sempre accanto?/ Quando conto, ci siamo soltanto tu ed io insieme/ Ma quando guardo avanti alla strada bianca/ C’è sempre un altro che ti cammina accanto”. E noi sappiamo che è lì. Un simbolo, una presenza che incarna tutte le nostre paure. Un nome, un’anima da esorcizzare ed ognuno impara nel corso della propria vita a farlo a suo modo. Ci sono riti, formule, talismani, codici scritti in lingue arcaiche, elementi naturali da impiegare, congiunzioni astrali da verificare o fasi lunari da sfruttare oppure nomi da maledire. E poi c’è l’Arte, la litania che diventa terapia, la melodia che diventa la cura attraverso la quale sostenere il passo del demonio.
The Devil’s Walk, l’ultimo album di Apparat (pseudonimo sotto il quale si cela il berlinese Sascha Ring), è un viaggio attraverso strade sonore già battute da Sigur Ros e sentieri melodici cari a Radiohead e Coldplay. L’album è un fluire di nenie cadenzate, voci sinistre sovrapposte a cori in cerca di redenzione, arpeggi accennati e musica che diventa ambientazione dalla forte capacità evocativa. Non è un caso che il primo passo di questo cammino sia Sweet Unrest, un brano strumentale in cui la dimensione onirica e metafisica avvolge completamente il pensiero. A volte l’incedere è più marcato dal ritmo, come nel caso di Song Of Los o di The Soft Voices Die, altre volte più rarefatto e spirituale: Black Water lascia solchi profondi sulla mente e sul cuore mentre la malinconia e la dolcezza di Goodbye toglie il respiro, Escape è un ibisco che volteggia nell’aria e muore in una pozzanghera lasciando il suo ricordo ai passanti coi cerchi nell’acqua.
Al termine di questo pellegrinaggio senza santuario ci si sente più vuoti e pieni allo stesso tempo. L’effetto taumaturgico atavico della musica mantiene intatta tutta la sua mistica. Scoprire un nuovo modo per esorcizzare il passo del demonio, ritrovare il proprio passo e ricominciare da quello che si ha di più caro: sè stessi.
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14/10/2011 -
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