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Dallo scorso 11 ottobre è possibile acquistare il nuovo album degli Zen Circus. Si tratta del settimo capitolo discografico della loro fin qui travolgente carriera artistica. Più di un decennio costellato di elogi, successi e migliaia di concerti tenuti non solo in Italia, ma anche in varie parti d’Europa e d’Oceania. Nati per subire arriva a due anni esatti dal precedente Andate tutti affanculo, disco che aveva segnato un netto cambio di rotta stilistico soprattutto per la scelta di gettarsi a capofitto nella scrittura di testi esclusivamente in italiano.
Con questo nuovo lavoro, che racchiude undici pezzi inediti, il trio toscano riparte proprio da lì. Con un’intraprendenza maggiore rispetto al biennio precedente gli Zen Circus continuano inoltre a calpestare le calde strade del folk nostrano senza, tuttavia, tralasciare del tutto quel piglio rock che tanto aveva caratterizzato le produzioni degli esordi. Così, fra chitarre acustiche strapazzate, taglienti arpeggi elettrici e grooves impeccabili si cavalcano piacevolmente atmosfere sonore che mantengono componenti tradizionali e, al tempo stesso, moderne. Accanto ad un background musicale del genere il leader Andrea Appino riesce poi a stendere dei versi efficaci ed incisivi che strizzano l’occhio al cantautorato Made in Italy. Nati per subire è in effetti un raccoglitore di storie e di vicende ricche di protagonisti insoliti. Sono i personaggi più emblematici, contraddittori ed affranti ad essere posti al centro della scena. A fargli da cornice c’è invece un’Italia malata ed impotente di fronte al triste spettacolo che le si dispiega davanti. E’ una nazione disorientata e spiazzata quella che la band, con un crudo sarcasmo, vuole denunciare. Quella che non si riconosce più e dalla quale si è costretti a fuggire, proprio come recita la canzone Atto Secondo. Una nazione soprattutto alla deriva, perfettamente descritta nel brano d’apertura intitolato Nel Paese che sembra una scarpa. Ma ancor più alla deriva sono forse i suoi abitanti, angosciati dalla routine giornaliera (come si percepisce in Franco), imprigionati nelle proprie abitudini e dai vizi pericolosi. Il mattino ha l’oro in bocca, Milanesi al mare e Cattivo paragone fotografano con lucidità debolezze di questo tipo, sempre più diffuse nella vita dell’italiano medio. Canzoni che, per via della loro incredibile attualità, sembrano essere state scritte ieri e che suonano come tanti piccoli campanelli d’allarme volti a sottolineare la straripante decadenza odierna, diretta conseguenza del presente scialbo ed appiattito che si sta attraversando.
Complessivamente si può dire che in Nati per subire vi siano delle conferme importanti. C’è una consapevolezza non indifferente nei propri mezzi, figlia della fiducia conquistata (concerto dopo concerto) durante il lungo tour promozionale di Andate tutti affanculo. E’ sull’onda di quell’entusiasmo che questo disco è stato scritto, tra l’altro, in tempi brevissimi. Un album venuto fuori con spontaneità, disinvoltura e determinazione ed al quale hanno preso parte molti amici, nonché colleghi, del gruppo. Lo testimonia la presenza costante di numerosi artisti che, come gli Zen Circus stessi, fanno parte della splendida scena indipendente italiana e che, durante le registrazioni, hanno avuto modo di dare il loro piccolo apporto impreziosendo le singole canzoni. Ci sono Dente e Giorgio Canali ne La democrazia semplicemente non funziona; Nicola Manzan ed Angelo Maria Santisi ne Il mattino ha l’oro in bocca; Francesco Motta dei Criminal Jokers, presente sia nella title track che nell’amarognola Ragazzo eroe, senza contare Alessandro Fiori, Enrico Gabrielli, Gianluca Bartolo e molti altri volti noti dell’underground nazionale.
Tutta gente che ha seguito passo per passo la costruzione di un LP assemblato nel dicembre del 2010 presso il White Rabbit Hole di Ponsano, alle porte di Volterra. Ultimato nel gennaio scorso al Sam World Studio di Lari sotto la supervisione di Ivan A. Rossi, che è poi andato a mixarlo allo Studio Q di Milano, il disco è stato infine masterizzato in primavera da George Marino nello storico Sterling Studio di New York. Artisticamente prodotto dagli Zen Circus, Nati per subire – che esce per la Tempesta Records con distribuzione Venus – è stato anticipato dal singolo L’Amorale, accompagnato da un videoclip a dir poco geniale. Si tratta di un pezzo accattivante, uno degli episodi di punta di un album che Appino, Ufo e Karim non vedono l’ora d’iniziare a suonare dal vivo nella nuova tournée che, per la gioia dei loro fedelissimi estimatori, è già stata annunciata da alcune settimane. Si riparte dal Cage Theatre di Livorno il prossimo 5 novembre. E allora, buon viaggio.
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