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Non il solito cd/dvd live, è qualcosa di diverso, Inni è uno scrigno di emozioni, apparentemente inaccessibile ai più, un invito a scoprire un’altra dimensione, per appassionati di atmosfere ricercate. Questo progetto si avvale della preziosa collaborazione del visionario regista Vincent Morisset, messosi in luce già con un'altra band di elevatissimo livello, i canadesi Arcade Fire. I suoni e le immagini sono del concerto all’Alexandra Palace di Londra, immortalate prima digitalmente, rielaborate in 16mm per poi essere nuovamente filmate attraverso prismi atti a dare un impatto visivo ancora più suggestivo. Un punto a capo che rende dolce l’attesa per il nuovo lavoro la cui uscita è prevista per il 2012.
Inni racchiude l’essenza di questa band, la capacità di alternare melodie suadenti ed oniriche con esplosioni sonore devastanti, che lasciano l’ascoltatore in balia delle proprie emozioni più intime, avvolto in un vortice sonoro sostenuto dalle struggenti qualità vocali del frontman Jonsi. La tracklist ripercorre la carriera della band dagli esordi, tinti di sonorità fosche e malinconiche, come nel pezzo Ný Batterí, prima ruvido, poi ovattato e che alterna infine tempesta e quiete. Fino a brani più recenti, provenienti dall’album della consacrazione, Takk, come Glósóli e Hoppípolla, che comunicano maggior solarità e ottimismo, passando poi per i toni solenni di Festival, tratta invece dall’ultimo lavoro. E’ presente anche un inedito, Lúppulagid, brano strumentale e decisamente introspettivo.
I Sigur Ros inoltre sono fortemente caratterizzati dal fattore “lingua”, come intuibile dai titoli, infatti Jonsi e soci non hanno mai abbandonato il proprio idioma originale salvo rarissime eccezioni (come per la celestiale All Alright), pur rischiando di rimanere ghettizzati nelle gelide e isolate lande islandesi. La fama mondiale e l’uniforme stima acquisita però parlano chiaro sul loro valore musicale, che nell’ambito del panorama moderno rappresenta un atollo di puro talento che si eleva in un mare di banalità e scarsa inventiva, un po’ come l’Islanda stessa, artisticamente parlando.
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