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The Who
Quadrophenia - The Director’s Cut 2011
1973
Universal
di Fernando Rennis
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Come andare in biblioteca con la voglia di assaporare il gusto della storia e trovare il libro che si cercava con una certa trepidazione, eliminata tutta la polvere che dal 1973 si è depositata negli anni e aggiunti dei piccoli souvenir per i fan della prima ora e, più in generale, per i fanatici del rock, Mesdames et Messieurs: Quadrophenia degli Who.
Rilasciato il 15 novembre in veste rimasterizzata e ovviamente plurivariegata (doppio vinile, digi-pack, mini-deluxe e tutte le possibili versioni che vogliate metterci), l’album della band britannica è un mostro sacro del Rock, tanto da superare persino i confini del genere per assumersi la responsabilità di pietra miliare della musica del Novecento. Al centro la storia di Jimmy Cooper e delle sue quattro personalità, la sua fuga da casa, le sedute dallo psichiatra, la realtà di Brighton fatta di lotte tra Mods e Rockers e soprattutto la storia di un lungo e delicato percorso che culmina con la crisi personale del ragazzo che ruba una barca e scappa su di un’isola per ritrovare se stesso. Ogni personalità di Jimmy rappresenta un componente della band, la quale, anni dopo, curò le musiche dell’adattamento cinematografico del disco. Dal punto di vista musicale invece nessuna crisi d’identità, Quadrophenia è l’album in cui gli Who esprimono la formula perfetta del loro sound. L’omonima Quadrophenia, Doctor Jimmy e soprattutto Love, Reign O’er Me sono canzoni che non solo hanno superato la prova del tempo finendo col rappresentare molto più di un brano in tracklist, ma hanno formato menti e ispirato fior di futuri musicisti e compositori. Al remastering seguono, a valanga, le demo che hanno la funzione paratestuale di far comprendere meglio il lavoro che c’è dietro ma anche un valore più poetico e affettivo da “sembra di stare con loro in studio”, rendendo dolce qualsiasi piccola stecca o passaggio ancora non proprio convincente.
Quando si ha a che fare con Best Of o riedizioni si ha sempre l’impressione che qualcosa dell’artista (o degli artisti) in questione sia stata dissacrata da logiche di mercato, ma la vita è un compromesso e in questo caso si rinuncia alla coerenza per la qualità del suono. E se proprio non convince, si può sempre tornare al buon vecchio vinile. Che faccio? Vi presto la spazzola antistatica?
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18/11/2011 -
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