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Oscuro, tenebroso, sinistro, tetro… alcuni aggettivi che al primo ascolto possono descrivere il terzo album di Southerly ovvero Kris Krueger, di Portland, intitolato “Youth” e registrato in una settimana e mezza. Il ragazzo, la cui voce è un mix fra James Blunt e Johnny Cash, fa quasi tutto da solo suonando il piano e la chitarra, e si fa supportare da Eli Jemison con una seconda tastiera e da Sarah Saturday per i cori. Una chitarra squillante apre il primo brano, “Suffer”, con una batteria che sembra in controtempo, come se rincorresse il ritmo invece di scandirlo. Un suono a spirale. Uno dei brani migliori, “Do We Believe?” mette in primo piano il pianoforte, con un ritornello che sale accompagnato con il rullante. La voce di Krueger è chiara e limpida, e forse è proprio quello il tocco tenebroso. Perchè nell’insieme, in tutto il disco, si sente l’anima dark. La title track, “Youth” inizia dal profondo, con una chitarra elettrica un po’ distorta, quasi fosse lontana mentre la voce, sempre nitida e pulita, scandisce le parole con cautela. Forse un po’ troppo ripetitivo il ritornello (“it’s youth” ripetuto prima quattro volte, poi otto volte…). “All Abandoned”, altro ottimo pezzo, dall’atmosfera dark, con ancora la voce solista in primo piano ed un coro così omogeneo da sembrare un altro strumento facente parte dell’arrangiamento. Il brano che segue, “Her Name is Forward”, secondo me il migliore in assoluto fra tutti, se non fosse per la pausa tra questa e la traccia precedente, potrebbe essere preso come un seguito, una seconda parte di “All Abandoned”. Un arrangiamento più articolato, ma i suoni sono sempre soft, non c’è mai un’esasperazione ne un improvviso cambio di ritmo. “Lust” è una ballad, e anche la voce si piega a qualche modulazione in più rispetto al tono uniforme della maggior parte dei brani, e il brano si riempie con cori più corposi. Ha quasi un andamento blues. Torniamo ad un riff di chitarra deciso con “Sacrifice”, mentre in “So You’re Right” i tasti del pianoforte, quelli sul lato sinistro della tastiera, i toni gravi, scandiscono l’inizio e riallacciano al tema oscuro e tenebroso di cui è impregnato in buona parte questo disco. La coda meriterebbe di chiudere il Cd, invece subito dopo ci sono “Going Down”, lento melodico, “Breaking In”, ritmo più deciso ma accordi sempre simili ad una filastrocca, “Without a Cause”, quasi una marcia, e “The End of Adolescence” che chiude il tutto facendo un po’ più di casino, come se alla fine l’aria dark si è sciolta in una soluzione di zucchero filato. Un finale che smorza il colore torvo con tinte più accese quasi a dimenticare l’oscurità dalla quale eravamo partiti. Il risultato mostra la maturità e la coerenza di Krueger, e racchiude un po’ tutte le paure e le speranze che accompagnano le diverse fasi della nostra vita. Non ci da risposte ma è probabile che le domande che fa siano quelle giuste.
Tracklist: 1. Suffer 2. Do We Believe? 3. Youth 4. All Abandoned 5. Her Name is Forward 6. Lust 7. Sacrifice 8. So You’re Right 9. Going Down 10. Breaking In 11. Without a Cause 12. The End of Adolescence
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