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I Battant hanno offerto alle nostre orecchie un suono sempre difficile da catalogare, ma in questo ultimo lavoro, l'apporto elettronico è notevolmente ridotto, con un suono rough, naturale, puro e minimale, ma anche cupo, scuro e introspettivo. Con un artwork che stato premiato come il più bizzarro dell'anno, As I Ride With No Horse segna una significativa crescita della band da un rock provocatorio e crudo a una dimensione più raccolta e intimista non solo dei testi, ma anche del sound stesso; tenendo fede alla loro attitudine testarda e consapevole, sposando influenze post-punk, un ‘Do It Yourself’ in alcune circostanze spregiudicato, ma troppo spesso incompiuto e inspido.
L'ottimo riff di As I Ride With No Horse apre le danze, il basso e il beat di Shutter sono così DIY; è premurosa la madre che intona la ninna nanna di Doll And Chain; l'album prosegue con Modern Days, ballata elettro-pop dal sapore retrò, con la denuncia sociale della discriminazione del gentil sesso sul posto di lavoro; con Clearcut il ritmo subisce un'inversione di rotta; il piano e il flauto di Scarlet rappresentano la cifra più sentimentale e intima di questo disco, dove il coinvolgimento emotivo è davvero molto forte ("Hang around, hang around, wrap this distance round your neck and pull you down”). Notevole anche lo sperimentalismo di Farmer's Ode To Wife, filastrocca di un contadino sessualmente depresso, dominata dalla perentoria scansione di un metronomo; Hubble rivela un'avvolgente armonica, che segna un punto di svolta verso la convincente Being One, arricchita dall'ennesima linea di basso riuscita; il dolce e rilassante ritmo di Pester è un ingranaggio che non si ferma e i tamburelli di Fossil Fuel chiudono il disco.
A volte impressiona, a volte delude As I Ride With No Horse, che forse può essere considerato il canto del cigno dei Battant, dopo la morte del multistrumentista Joel Denver in fase di promozione del disco, ma il talento di Chloé Raunet, strafottente, presuntuosa e sensuale a suo modo, premia una lo-fi che spazia tra generi commisti e non si pone mai barriere, nemmeno quando gli esiti non sono eccelsi, come in questo ultimo lavoro.
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