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The Beach Boys
The Smile Sessions
2011
Capitol
di Andrea Belcastro
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La storia di Smile è fin troppo nota: dalla rivalità artistica tra Brian Wilson e Paul McCartney, al desiderio di superare i confini raggiunti con il rivoluzionario Pet Sounds per finire con il fallimento del progetto a causa dei gravi problemi mentali dello stesso Wilson e le divergenze che stavano consumando la band dall'interno. Quella dietro il mitico ghost album dei Beach Boys è una delle tante leggende (pop)rock, ma tra queste è forse una delle più interessanti ed avvincenti.
Durante i lunghi quarantacinque anni successivi alle prime storiche sessions, quasi tutti i brani che avrebbero dovuto formare questa “sinfonia adolescenziale rivolta a Dio” sono comparsi in forme e modalità differenti in diversi dischi della band californiana. Ciò non è stato, però, sufficiente a saziare la fame dei fans, prima, e quella dello stesso Wilson, poi. Quest'ultimo, infatti, ancora ossessionatone, riprese in mano nel 2004 gli spartiti originali pubblicandone una versione finalmente integrale (registrata con la sua touring band). Storia finita? Macché. L'occasione giusta per chiudere i conti arriva quest'anno in concomitanza con il cinquantesimo anniversario dei Beach Boys. La Capitol Records, sfruttando l'onda emotiva, decide di aprire i suoi archivi e donare a tutto il mondo la versione definitiva ed assoluta di Smile. Un cofanettone lussuoso con 5 cd (o 2 a vantaggio dei meno feticisti e ricchi) per riportare in vita il mito. Nel primo dei dischetti trova posto l'album per come era stato pensato da Wilson e compagni (più una manciata di bonus tracks), mentre negli altri i maniaci filologici troveranno pane per i loro denti: la composizione e registrazione di ogni traccia e di ogni arrangiamento viene documentata in quasi tutta la sua interezza. Addirittura a Good Vibrations (il brano più celebre dell'intero lotto) viene dedicato tutto l'ultimo disco. Strabordante, insomma.
La sorpresa però - anche se qualcosa lo si era intuito nel corso degli anni e dopo la pubblicazione solista di Wilson di cui sopra – è che Smile è effettivamente il capolavoro che tutti attendevano. Pur essendo frutto di patchworks in studio, queste “sacre” composizioni di Brian Wilson si inseguono ed incastonano in un commovente vortice melodico che ha del miracoloso. Forse c'è qualche momento non eccelso, ma in definitiva questo è l'album dei Beach Boys. Il loro più grande lavoro, meglio persino dell'intoccabile Pet Sounds.
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01/12/2011 -
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