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Dopo un lustro dall’ultima apparizione eccoci alla quarta perla di Dj Shadow. Siamo di parte: abbiamo un’empatia assoluta con Josh Davis aka Dj Shadow, indipendente esploratore di suoni e creativo DJ, produttore e attivista che dalla metà dei ’90 persegue una potentissima ricerca dentro il magma elettronico, coniugando la old school vinilica, con puntate siderali nel beat che verrà, sconfinando fino al capolavoro Psyence Fiction, inarrivabile prima opera a nome UNKLE, con il sodale James Lavelle (Mo’ Wax, 1998). E ancora prima, nel 1996, rimanemmo folgorati dall’eccelsa – e inarrivabile – opera prima Entroducing... (Mo’ Wax), con dentro anche l’impossibile campionamento della voce di Michelle Zarrillo, mentre urla "...e c'era già, questo amore che viviamo, tanto tempo faaaaa, c'eraaaaa giàààà una rosa che ho donato, la tristezza....." in una splendida What Does Your Soul Look Like.
Ma ora siamo nel plumbeo 2011 e lo sconforto contro l’onnipotenza digitale e il delirio informatico-informativo del Web 2.0 e dei social networks porta il nostro ombroso DJ a un proverbiale: meno sai, meglio è! Eppure qui dentro, come in tutti i precedenti lavori, ci sono infiniti universi musicali. Si comincia con una classica, potente base in Back to Front, per virare nelle chitarrone di Border Crossing, con passaggi che ricordano anche recenti UNKLE. Quindi l’hip hop delle origini con Posdnuos dei De La Soul e il rapper di Brooklyn Talib Kweli in Stay The Course. Ma ecco che si abbassano i beat in una sorta di folk stonato di I’ve Been Trying, che porta alla malinconia assoluta di Sad And Lonely, tra archi, pianoforte e sampling da I’m Sad And I’m Lonely di Susan Reed, sospesi sulla metà del secolo scorso. Subito si riparte col fomento di Warning Call, con la tonante voce di Tom Vek e oscure ascendenze ‘80s: una colonna sonora per teenagers che da Sisters Of Mercy giungono a Vampire Diaries. Quindi una pausa con Tedium attraversata da autoriflessione, aperture pianistiche, inserti di batteria splendidi, per giungere al rallentamento ipnotico di Enemy Lines. Ed eccoci alla splendida Redeemed, celestiale ballata che vorresti non finisse mai. Run For Your Life è energia cinetica allo stato puro: un funk mozzafiato che porta allo spoken word di Give Me Back The Nights, solitaria poesia assoluta di notti che non torneranno più: the long, cruel, endless, dead nights. Il delirio un po’ ripetitivo di I Gotta Rokk è per noi una parentesi prima di una nuova, celestiale Scale It Back con la voce di Yukimi Nagano dei Little Dragon in una perfetta ballata indie-pop, perla tra le perle. La conclusione è doppia e circolare: Circular Logic (Back to Front) è un taglia e cuci che tiene dentro tutto, fino a un crescendo di archi finali su un tappeto da deriva post-apocalittica. Ed eccoci di nuovo a Susan Reed e il suo I’m In Trouble in (Not So) Sad And Lonely: violino, piano, voce e distorsioni per un abisso di solitudine che sembra fare da mesto contraltare alla rabbia dello spoken word di give me back the nights/give me back the agony of my solitude/ the nights i've spent alone... Insomma un ottimo lavoro, un balzo in avanti, dopo il precedente The Outsider, che pure aveva una fantastica copertina. Dj Shadow sembra dare il meglio di sé in questo cortocircuito tra vocalizzi di metà secolo scorso, landscape dopo il disastro, oscuri cuori di tenebra, notturna rabbia dispersa in un vento siderale: è un’attitudine blues trasportata nel nuovo millennio, in cui le pause meditative sembrano avere la meglio rispetto all’irruenza hip hop. Soprattutto, al solito con Dj Shadow, ci impressiona il metodo e la sostanza: autonoma e meticolosa ricerca del suono perfetto; visionaria capacità di rileggere il passato; indipendenza creativa e urgenza di cooperazione con le migliori intelligenze in giro per la gioventù sonica globale, di questo strambo scorcio di inizio secolo. Lunga vita a Dj Shadow!!
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