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Elysian Fields
Last Night On Earth
2011
Vicious Circle
di Martina Consoli
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Se dovessimo stilare una classifica degli album più accattivanti e meglio riusciti di questo 2011 che volge al termine, “Last Night On Earth” degli americani Elysian Fields indubbiamente occuperebbe una posizione di merito. Sette album di studio e sedici anni di carriera mostrano la feconda attività musicale della band, il cui centro di ispirazione è sito a New York sebbene goda di una maggiore notorietà in gran parte dell’Europa centro-occidentale. Il nucleo del gruppo sin dalle origini è costituito da un duo: il geniale chitarrista nonché compositore Oren Bloedow e la graziosa e squisita vocalist Jennifer Charles, tuttavia durante le live sessions e le registrazioni amano farsi attorniare da altrettanti talentuosi musicisti della scena americana tra cui vale la pena di menzionare la Jeff Buckley’s band, il trio Medeski Martin and Wood ed il compositore Ed Pastorini. Se le gesta musicali degli esordi erano spiccatamente orientate al jazz, con il passare degli anni i due hanno ampliato la loro gamma stilistica che possiamo ben dire abbia raggiunto il suo apice in questo ultimo album di studio. Le note fluiscono attraverso il rock della tradizione (Beatles, Led Zeppelin, Queen), qualche tinta psichedelica alla David Bowie e sofisticato blues d’autore: l’integrazione tra di essi si muove con un andamento circolare a dir poco perfetto, stando bene attenti altresì a non tralasciare la base jazz che rappresenta pur sempre la loro natura d’appartenenza. In tal modo le undici tracce risultano intinte da una molteplicità di elementi, da ritmi più blandi e leggeri si passa ad altri più vivaci e frizzanti da cui emergono in superficie le doti compositive di Bloedow e la suadente ed eccelsa voce della Charles. Semplicemente splendido l’alternarsi di chitarra, piano e violino in continui crescenti e diminuiti della canzone “Johnny”, che magia trasmettono all’ascoltatore “Sweet Condenser” e “Villain On The Run” e c’è addirittura spazio per lo sperimentalismo e l’avant-garde nella title track “Last Night On Earth” che si apre con un solenne incipit per chiudersi con un finale enigmatico e toccante in cui il grido di dolore misto alla malinconia della frase “I Wanted You Ever Realized” viene ripetuto in un continuum da brivido. “Chandeliers” fa venir voglia di volare alti nel cielo, trascinati da un fluire di dolci note d’accompagnamento al pianoforte e chissà che guardando in lontananza le terre ed i mari rimpicciolirsi ai nostri occhi, potremmo dire, così come recita il titolo del disco:“Questa è la mia ultima notte sulla terra”.
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04/12/2011 -
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