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Feist
Metals
2011
Universal
di Giancarlo De Chirico
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A quattro anni di distanza da The Reminder ecco che arriva il nuovo splendido album di Leslie Feist, songwriter ed interprete canadese molto apprezzata e capace di sorprendere, ogni volta di più. Ebbene, possiamo anticiparvi che valeva la pena aspettare tanto prima di riascoltarla su disco, perché questo Metals è un vero gioiello, fatto di canzoni che si superano una con l’altra e che tengono alta la concentrazione dall’inizio alla fine.
Possiamo tranquillamente definire Metals come uno degli album capolavoro di questo 2011, grazie anche ad una produzione attenta e precisa che Feist ha affidato a musicisti come Chilly Gonzales e Mocky, professionisti di provata qualità con cui collabora da anni ormai. L’album mette insieme esecuzioni folk - che si ispirano ad una Joni Mitchell dei primi anni Settanta - e composizioni pop raffinate, cariche di attesa e di inquietudine, che sono invece molto moderne. Si comincia con The Bad In Each Other, una pop ballad molto avvincente e ritmata, ricca di groove e di venature gospel; il brano è seguito dalla bellissima Graveyard, una composizione folk ma che, al tempo stesso, possiede una drammaticità e dei contorni epici che siamo in grado di ritrovare solo in personaggi di culto del calibro di Bonnie Prince Billy. Assolutamente incantevole Caught A Long Wind, introdotta da un delicato canto di uccelli e da un arpeggio acustico davvero pregevole sul quale si innesta la melodiosa voce dell’autrice. Su How Come You Never Go There, torna il pop raffinato di sempre, reso ancora più gradevole da cori deliziosi e da una partitura di piano molto convincente. A Commotion possiede invece una radice musicale che è più orientata verso il rock underground, e ci regala tensione ritmiche proprie di una PJ Harvey, per esempio. Su The Circle Married The Line e su Bittersweet Melodies il pop raffinato ed il folk acustico tornano a convivere e creano una perfetta armonia, mentre Anti-Pioneer rivela una impostazione tipicamente soul, esaltata dalla sensualità innegabile della voce della nostra Leslie. Undiscovered First, Cicadas And Gulls e Get It Wrong, Get It Right ci portano lungo i sentieri di un folk post moderno, delicato nelle esecuzioni ma rivelatore di ansie e di forti inquietudini.
Concludiamo le nostre osservazioni sul disco con la segnalazione di un brano intitolato Comfort Me, una composizione di livello altissimo, un brano sapientemente bluesato, al cui interno vengono calibrati con gusto suoni ed emozioni fino arrivare ad un crescendo finale che sa essere corale ed esplosivo al tempo stesso. Un grandissimo album che denota il raggiungimento da parte di Feist di una maturità artistica ed espressiva che le permette di uscire dal contesto della musica indie per mirare a orizzonti ancora più vasti. Album da possedere nella maniera più assoluta.
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19/12/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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