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Missincat
Wow
2011
Revolver
di Maria Francesca Palermo
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Sobrietà, eleganza, classe e raffinatezza. Sono queste le migliori espressioni per inquadrare la personalità di Caterina Barbieri in arte Missincat. Le sue ballate sembrano fatte apposta per le vedute armoniose della fantasia, ghiribizzi di tono baciati dalla bellezza ludica dei testi. Berlino, la sua ultima dimora, pare infatti contribuire non poco alla leggiadria della giovane cantautrice milanese che, dopo il successo di Back On My Feet, si rilancia a capofitto alla ricerca di sospensioni gommose e melodie adornate con l’aria disincantata della formula pop.
Una linea estetica essenziale fa da baricentro espressivo di un talento eclettico e, diremmo, suggestivamente europeizzante. A spirare a metà campo nell’estrema parsimonia dei richiami c’è il cromatico islandese di Emiliana Torrini e il melodico screziato di Feist. Minimalismo acustico proposto con sola voce e chitarra che però non scade nel citazionismo dei rimandi, ma accresce attraverso espressioni di dolcezza interpretativa un lavoro intelligente che trascina in maniera logica il paragone con le sopraccitate. Una combinazione placida e suadente assemblata con una cura estrema per i suoni e le dinamiche. Trentasette i minuti complessivi di un album che riesce a conciliare in riferimenti popolari un certo folkpop surreale nella costanza di equilibrio fra ritmi variegati e fraseggi introspettivi diluiti e resi uniformi dalla prontezza degli arrangiamenti, laddove non ultima è la timbrica vocale a slanciare una composizione vincente resa ancor più rarefatta da mellotron e trombe. Ė una magia che traspone canzoni suggestive, dall’immaginario fiabesco di area nordica (Wide Open Wings, The House By The River, Fly High), incursioni bandistiche intagliate su fiati e percussioni (If You Make Me Happy, No Sleep), intuizioni trasversali di emozioni e fascinazioni arcane (Little Birdie, Just In My Head, Dare To Dare). A capolinea del lavoro arriva anche il duetto con Dente che chiude l’unica traccia in italiano dell’album (Capita), conferendo sonora lungimiranza al risultato di una collaborazione che speriamo possa non terminare qui.
L’Italia rimasta a secco di forti presenze femminili, giocose quanto non meno autoriali, può gioire e ridestarsi: è vero Wow per Missincat.
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23/12/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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