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Old Calf
Borrow A Horse
2011
No Quarter
di Maria Grazia Umbro
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Se volete immergervi in un viaggio senza tempo tra armoniche, chitarre acustiche e voci calde, infilate il cappello da cowboy, mettete gli speroni agli stivali e in sella: ecco il disco che fa per voi.
Si chiamano Old Calf (Vecchio Vitello) e sono Ned Oldham (chitarra, armonica e voce) fratello di Will Oldham (anche conosciuto come Bonnie "Prince" Billy e che può vantare un suo brano, I See A Darkness scelto da Johnny Cash per inserirlo nel suo album American III: Solitary Man), Matty Metcalfe (piano, fisarmonica, chitarra, voci, bouzouki - un tipo di mandolino greco - e fischietto), Michael Clem (basso, voci, mandola, trombone) e Brian Caputo (percussioni, voci, glockenspiel), accompagnati da Sarah White per i cori, Dave Heumann chitarra solista e Alex Caton violino. Album d’esordio, Borrow A Horse (Un cavallo in prestito) per la band nata a Charlottesville, Virginia, inizialmente un duo composto da Oldham e Metcalfe (il nome della band potrebbe essere un simpatico gioco di parole con i due cognomi) ai quali poi si sono aggiunti gli altri due per la registrazione dell’album e con i quali hanno perfezionato il loro sound facendo prove nel garage di Ned e suonando qua e là durante i week end. Un disco ricco di melodie e di strumenti, con testi che rubano simpatiche rime a filastrocche tipicamente folk e che hanno l’abilità di raccontare storie il tutto senza effetti speciali, solo musica ben arrangiata e un forte accento ai toni caldi dell’armonica. “We’ll borrow a horse, / and steal a gig / and ’round the world / we’ll do a jig” (“Prenderemo un cavallo in prestito / ruberemo un calesse / e in giro per il mondo / faremo un saltarello”): undici tracce per niente noiose o ripetitive, nonostante il genere particolare forse poco diffuso e/o apprezzato da questa parte del mondo. Da segnalare in particolare Henry Was A Worthy King una melodia medievale, potrebbe quasi ricordare qualcosa di simile a The Battle Of Evermore dei Led Zeppelin, con le dovute proporzioni ovviamente.
Una bella atmosfera scaturisce dall’ascolto di questo CD. Qualcosa di nuovo in una giungla di suoni tante volte troppo comuni fra loro.
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11/01/2012 -
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