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Kate Bush
50 Words For Snow
2011
Emi
di Valentina Gianfermo
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A dare vita a tutte le favole, le fantasie e le tradizioni invernali arriva Kate Bush, straordinaria come sempre, con il suo 50 Words For Snow. Di questo album si è detto tanto in Inghilterra e in America, la Bush è riuscita nuovamente a conquistare critica e pubblico e non perché abbia composto un album da Jingle Bells, anzi potremmo definirlo più cupo del solito in diversi punti, ma piuttosto perché è la semplicità della grande cantautrice che le permette di portare in scena delle musiche evocative, sognanti, ancora vive dello spirito della sua genesi musicale e savie dello sviluppo nella crescita lungo il corso degli anni.
La Bush supera la metà vita e ci dimostra che i grandi del passato sono grandi tutt’oggi, cosa che purtroppo non possiamo essere sicuri che accadrà ai nostri contemporanei, spesso troppo vuoti, poco musicali, troppo show business. Per una maestra del lavoro musicale quindi parlare di pupazzi di neve o di Yeti oppure di donne che emergono dalle acque è assolutamente consequenziale alla ricerca delle sensazioni che si provano camminando sulla neve, vivendo sogni dentro le calde case mentre fuori impera la tormenta di fiocchi bianchi che tutto avvolge e tutto copre donando un nuovo sogno al paesaggio e ai nostri cuori. Il gioco musicale della Bush va dritto al significato che diviene tutt’uno col significante e così lo sviluppo musicale diventa sviluppo della vita e dalla sua natura interlacciata con l’essere umano e la sua spasmodica ricerca dell’amore. E a farle da spalla in questa favola d’amore c’è niente meno che Sir Elton John che diviene il suo controcanto maschile, l’amore perduto e poi ritrovato.
Kate Bush si dimostra nuovamente una eroina musicale, capace di raccontarci mondi paralleli che ispirano la vita di tutti i giorni, la permeano e diventano anche una forma evasiva e di consolazione in questa realtà contemporanea che per i più e dura e fredda proprio come la stagione della neve, ma una speranza c’è sempre e un piano e una voce alla fine dimostrano che è ancora possibile credere, forse per la Bush credere in una nuova primavera e prossima estate, nello splendido ciclo della vita.
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13/01/2012 -
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