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Diagrams
Black Light
2012
Full Time Hobby
di Maria Grazia Umbro
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Quando vi siederete ad ascoltare “Black Light” dei Diagrams, fate in modo di aver chiuso il gas, di aver dato da mangiare al gatto e disdetto tutti gli appuntamenti perché verrete rapiti da questo alieno che vi porterà sulla sua astronave attraverso una galassia sconosciuta fatta di suoni elettronici, un po’ di folk e tanta sperimentazione. Sarete trascinati dentro atmosfere dai ritmi serrati come in “Tall Buildings” o anche “Black Light”, passando attraverso momenti di relax come in “Animals” o “Ghost Lit”, o la bellissima “Night All Night”. Se il nome Diagrams non vi dice niente, qualcosa potrebbe dirvi il nome di Sam Genders, ex co-frontman dei Tunng ed ora a capo di questa nuova spedizione dopo 3 anni sabbatici presi per ritrovare se stesso (cosa che a quanto pare gli è riuscita). Il nome di questo progetto, dove Genders è affiancato da Danyal Dhondy per gli arrangiamenti, Laura Hocking per le voci, Hannah Peel per voce e trombone, e due batteristi Matt McKenzie e Tom Marsh, descrive la loro musica, fatta di forme geometriche ben definite e suoni puliti. Anche nei testi c’è attenzione e precisione. Nella canzone “Ghost Lit” si parla di quei fantasmi del passato che possono essere evocati da una nuova relazione e che possono portare alla luce i propri lati oscuri mentre in “Night All Night” si combattono i propri demoni per poter vivere bene una relazione. “Appetite” nasce dall’esperienza di Gender nell’aver ripreso in mano la sua vita ed essersi rimesso in gioco, leggendo molto di psicologia, cosa che a quanto afferma lui stesso “lo ha aiutato a trasformarsi da una persona infelice ad una persona che effettivamente apprezza le gioie della vita”. Per la title track “Black Light” l’intenzione era di riassumere la sua idea che buono e cattivo, bianco e nero, non sono poi dei concetti così chiari e definiti, perché la vita è un mix di buono e cattivo, di bianco e nero (quante volte ce lo siamo detto anche noi?), e spesso i buoni risultati si raggiungono solo attraversando momenti difficili. E se il risultato è un disco come questo, piacevole e interessante, allora questa astronave ha fatto il viaggio giusto, e questo alieno ha trovato la sua dimensione.
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20/01/2012 -
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