|
Se avete ancora voglia di ascoltare un album dal vivo interamente guitar oriented che sia capace di farvi sollevare da terra e che vi costringa a ricevere una lettera di richiamo dall’amministratore di condominio, beh allora questo disco doppio dal vivo registrato da Slash, ex chitarrista dei Guns N’Roses, è adatto a voi. L’opera è una sorta di raccolta live dei migliori brani scaturiti dalla geniale chitarra di Slash, sia quando era con i Guns N’Roses che nel periodo subito successivo, con i suoi Snakepit e con i Velvet Revolver.
Per l’occasione Slash ha fatto ritorno alla sua città natale di Stoke On Trent, in Inghilterra, da dove mancava da anni, ha radunato introno a sé un manipolo di “hard rocker men” come Myles Kennedy, alla voce, Todd Kerns, al basso, Bobby Schneck, alla chitarra e Brent Fitz, alla batteria, e la sera del 24 luglio 2011, all’interno di una Victoria Hall gremita fino all’inverosimile, ha dato vita ad un concerto memorabile interamente riprodotto sia su cd che su dvd. La voce di Myles Kennedy, degli Alter Bridge, non fa rimpiangere nelle tonalità alte e in potenza quella di Axl Rose, anche se si rivela di certo meno malevola. La registrazione è perfetta, il live è tutto da gustare, ricco di assoli di chitarra che sanno essere epici e folgoranti, e che vi manderanno in tilt il cervello! L’album si apre con Been There Lately, che fu degli Slash’s Snakepit, poi arriva Nightrain, tratta da Appetite For Destruction dei Guns N’Roses, e ancora Ghost dell’ultimo album solo di Slash. Mean Bone è di nuovo un brano degli Snakepit, ma ecco che cominciano ad echeggiare canzoni come Rocket Queen e la straordinaria Civil War, da Use Your Illusion, la slow ballad che caratterizzò l’intera epopea dei Guns N’Roses. L’ascolto è da brividi, davvero, non c’è niente di comparabile a quelle note di chitarra lancinanti e sofferte, a quelle mani che strofinano un prezioso oggetto di culto, si accaniscano su di esso per ricavarne semplicemente il massimo. Il primo cd si chiude con le bordate hard rock di Nothing To Say, con le note ispirate di Starlight e infine con il riff gustoso ed intenso di Promise, la canzone che Slash ha scritto con Chris Cornell. Sul secondo cd si riparte alla grande con Doctor Alibi, il pezzo che Slash aveva scritto con Lemmy dei Motorhead, seguita da altre citazioni Snakepit come Speed Parade, Beggars & Hangers-On; riascoltiamo dal vivo anche Slither che era sul disco dei Velvet Revolver , ma i momenti più belli sono quelli che ci riconducono ancora alla leggenda che fu dei Guns N’Roses: le esecuzioni di Patience prima e di Sweet Child O’Mine poi, sono infatti un vero incanto per i cuori forgiati nell’hard rock tinteggiato di blues che fu la ricetta vincente di quella band.
Il resto è ancora ricordo, favola chitarristica, che si dipana in un diluvio di note che comprendono le esecuzioni di By The Sword e di un paio di altri grandi classici come Mr Brownstone e Paradise City, con il pubblico che reagisce con un fragore capace di buttare giù la sala. Disco enciclopedico, ottima occasione per ripercorrere dal vivo quella che è stata fin qui la carriera artistica di Slash, in attesa di altri grandi numeri. Album da non mancare.
|