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E’ originaria di Johannesburg, in Sud Africa, ma da qualche tempo ormai si è trasferita a Berlino. Si chiama Cherilyn MacNeil, ma preferisce mantenere il nome d’arte di Dear Reader, che identifica la band che aveva messo su qualche tempo fa insieme al produttore e bassista Darryl Torr, sudafricano anche lui. Nel 2008, sempre con il nome di Dear Reader, i due avevano pubblicato Replace Why With Funny, un album che aveva ricevuto parecchi riconoscimenti da parte sia del pubblico che della critica. Nel 2010 Cherilyn decide di trasferirsi in Europa, proprio a Berlino, dove c’è una sede della City Slang per cui hanno firmato come band. Torr però non la segue, allora i due si dividono amichevolmente, ma Cherilyn chiede ed ottiene di continuare ad usare il nome di Dear Reader e comincia a lavorare al materiale per un nuovo album, questo Idealistic Animals che vi andiamo a presentare.
Il disco è stato registrato in parte in Germania e in parte a Portland nell’Oregon, con la supervisione di Brent Knopf e di altri session men locali. Cherilyn MacNeil, una giovane donna di 28 anni, ha il dono di saper mettere in musica il suo Universo con semplicità e raffinatezza. Tutte le sue composizioni sono talmente dirette da sembrare ad un primo ascolto quasi naive, poi però ti accorgi che non è così. Dietro alla scelta di dare il nome di altrettanti animali agli undici nuovi brani di Idealistic Animals c’è la consapevolezza da parte di Cherilyn che - delusa dalla Fede religiosa - veramente poco separa la vita dell’Uomo da quella di altre forme animali. Non esiste un ordine ben definito capace di dare forma al caos, non c’è una ragione ultima che governi lo scorrere delle cose. Lei ci aveva creduto in maniera quasi totalizzante fino a poco tempo fa, adesso si ritrova spiazzata ad affrontare il mondo con occhi diversi, come se fosse di nuovo tornata bambina. Basta con le grandi domande a cui trovare una risposta, meglio una semplice, delicata osservazione della vita reale, un qualcosa che condividiamo non solo idealmente con altri animali quali Fox, Monkey, Giraffe, Whale, Bear e Elephant che danno il titolo alle canzoni del disco. Va rilevato che nella traccia numero 6 compare anche Man, l’Uomo, finalmente alla pari con i suoi simili. La nostra esistenza procede in maniera casuale, siamo degli esseri fragili, non possiamo esercitare un effettivo controllo sulla vita, e l’orientamento musicale che ci propone Dear Reader riflette questa nuova scoperta, dapprima triste, poi accettata come condizione esistenziale. Melodie dolci, talvolta tristi e un po’ malinconiche, ma sempre ben interpretate da Cherilyn che sa essere gradevolmente sognante e che sembra in grado di contenere la sua amarezza. Ci sono dei momenti corali sul disco che aggiungono contorni epici al suo alternative pop. Si nota una musicalità variegata e ricca che va dal folk classico alla Joni Mitchell agli esperimenti vocali e alle atmosfere più care a Leslie Feist, a Sufjan Stevens o all’astro nascente dell’indie folk, la cantante americana St Vincent.
In conclusione un gran bel disco, che va ascoltato attentamente, che va centellinato per così dire come se fosse un buon bicchiere di vino rosso.
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