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Sono attivi dal 1996. Hanno alle spalle un numero non indifferente di album, concerti e collaborazioni di vario tipo. Si tratta dei Mosquitos, quartetto rock – nato come trio – proveniente da Frosinone. Il 6 febbraio ha finalmente visto la luce il loro nuovo LP, ideale successore di In Love, progetto concepito e sviluppato assieme a Giancarlo Frigieri (ex componente dei Joe Leman).
Socialhaze, il primo disco realizzato con il prezioso apporto chitarristico della new entry Simone Alteri, è frutto di un intenso, profondo lavoro di scrittura durato quasi due anni. Le dieci canzoni inedite presenti nella raccolta rimarcano nuovamente la grande prolificità della band, capace, nonostante ben sedici anni di carriera alle spalle, di mantenere ancora una disinvoltura, una fluidità considerevole dal punto di vista compositivo. Anche in Socialhaze i Mosquitos optano per un cantato in inglese, il che finisce per rendere maggiormente internazionali i toni e le sfumature di tutti i brani collocati in scaletta. Riecheggiano infatti, in maniera abbastanza netta, le influenze rumoreggianti d’Oltreoceano. Velvet Underground, Dinosaur Jr., Pavement, Black Rebel Motorcycle Club, Waxwings, Kurt Vile, Thurston Moore: capita di ritrovarci queste ed altre splendide realtà nelle ruvide incursioni sonore. Il risultato è quello di un rock convincente, spesso ammorbidito dalla contemporanea presenza di una chitarra acustica e di una elettrica. Quando il carico di elettricità si fa più massiccio, sono inevitabili le scorribande noise. House (traccia destinata a chiudere l’album), sotto questo aspetto, è emblematica. Che i Mosquitos posseggano un background musicale rilevante è fuor dubbio. Così come è evidente il fatto che la band, di musica, ne abbia masticata moltissima nel corso degli anni. Ciò si avverte ad esempio in Light As Birds (Not As Feathers), dove si scorgono addirittura elementi wave intorbiditi – nel senso più positivo del termine – da labili sferzate gothic e industrial. L’album dà subito la sensazione di saper scorrere molto bene grazie ad una tracklist omogenea che rispetta nel migliore dei modi la giusta essenza dei brani. Ed è una raccolta che si apprezza con il passare degli ascolti. Certo, nulla di spiazzante. Ma sicuramente un full-length valido perché scritto e realizzato con grande esperienza, quella che la band ha ormai accumulato nel tempo a suon di (auto)produzioni e di esibizioni live.
Socialhaze, registrato e missato da Luca Zangrilli allo studio Zerodecibel di Frosinone, esce per la Fosbury Records con distribuzione Audioglobe e vede anche la partecipazione di Simona Fanafarillo alle tastiere e di Sandro Traversi alle chitarre elettriche. Da contemplare con pazienza. Convincerà sulla lunga distanza.
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