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Era l'anno 1998 quando il duo francese Air debuttava nel panorama musicale con l'album Moon Safari, che avrebbe gloriosamente lasciato il segno divenendo una pietra miliare della musica eletctro-pop. Potremmo affermare che con Le voyage dans la lune gli Air abbiano inaugurato un secondo Safari sulla Luna, esplorando sonorità elettroniche e psichedeliche, oniriche e futuristiche, al fine di evocare e descrivere il viaggio fantastico (Le voyage extraordinaire) dell'uomo sul bianco satellite terrestre, immaginato prima da Jules Verne con il romanzo d'avventura Dalla terra alla luna (“De la Terre à la Lune, Trajet direct en 97 heures 20 minutes”, 1862), e tradotto in pellicola cinematografica nel 1902 dal visionario Georges Méliès in Le voyage dans la lune, passato alla storia come il primo film fantascientifico di tutti i tempi, testimonianza di una incredibile avant-garde intellettuale ed artistica.
Il settimo album del creativo duo francese è dunque concepito come una colonna sonora volta ad illustrare musicalmente in chiave contemporanea il sensazionale film muto di Méliès, restaurato recentemente (è stato presentato al Festival di Cannes del 2011) in occasione del ritrovamento quindici anni fa a Barcellona della pellicola in bianco e nero colorata a mano dal regista francese, ulteriore dimostrazione del suo estro avanguardista. Un progetto che si addice perfettamente all'indole artistica di Nicolas e Jean-Benoît, che già hanno composto narrazioni musicali per due film di Sofia Coppola: The Virgin Suicides, da cui l'omonimo album, e Lost In Translation con la canzone Alone In Kyoto. Non stupisce che tra le influenze artistiche sulla musica degli Air si riconoscano non solo gli autori della psychedelia come i Pink Floyd, ma anche il compositore di colonne sonore Ennio Morricone. Bisogna d'altronde sottolineare che la concezione di Le voyage dans la lune come concept-album risente dell'impronta estetica francese di Serge Gainsbourg e del suo Histoire de Melody Nelson.
Non è impresa facile quella di comporre musica per un film muto, poiché vi sono i vincoli temporali e tematici; tuttavia il duo francese supera con classe la sfida di questo esercizio di stile riuscendo a descrivere con precisione i differenti momenti della narrazione, seguendone i ritmi emotivi, accompagnando ogni sequenza di immagini con l'appropriata suggestione musicale. Potremmo perfino spingerci più in là affermando che gli Air riescono a raccontare il viaggio spaziale dell'uomo sulla Luna, senza che sia necessario alcun riscontro visivo e cinematografico. Da Seven Stars a Parade, da Décollage a Lava, la sognante musica di Le voyage dans la lune è allo stesso tempo eterea e psichedelica: essa ci conduce in un'esplorazione sensoriale al di là dell'esperienza umana e rappresenta con una potente capacità evocativa l'odissea spaziale, un'impresa straordinaria che valica i confini della percezione comune. In un'intervista a Première i musicisti hanno dichiarato: “Volevamo distanziarci dall'aspetto burlesque e dal pianoforte vivace e rumoroso che accompagnava questo genere di film all'epoca”. L'elettricità dei suoni non è fredda ma trasmette l'emozionalità e l'eccitazione di un'avventura strabiliante. Sebbene la prima track intitolata Astronomic Club non sia particolarmente significativa, a partire da Seven Stars - in cui partecipa la calda voce di Victoria Legrand (cantante del duo dream pop Beach House) - si percepisce la trepidazione del viaggio lunare, che sfocia – attraverso un interludio di pianoforte e suoni naturalistici - nel trionfalismo coinvolgente di Parade dove i ritmi sono più serrati ed esultanti e rendono protagonisti le percussioni ed il synth, fino ad arrivare alla più lenta e misteriosa Moon Fever che si articola tra note al pianoforte e dolci sonorità elettriche più che elettroniche. Sonic Armada è la traccia più psichedelica dell'album con accenti funk: una sinfonia “spaziale” di flauti, percussioni ed un sintetizzatore dissonante. Who Am I Now? lascia spazio a risonanze più eteree ma al contempo angoscianti, in cui questa volta sono le voci femminili delicate e naive del complesso electro-pop francese Au Revoir Simone ad integrare lo strumentale con un coro. Il Décollage viene evocato attraverso una sequenza suggestiva di percussioni e pianoforte, mentre il viaggio nello spazio - Cosmic Trip – è rappresentato da un ritmo monotono ma coinvolgente e ancora una volta psichedelico in cui i suoni elettronici sembrano richiamare la meccanicità del congegno a bordo del quale è possibile raggiungere il satellite terrestre; delle voci fuori campo comunicano ai passeggeri lo stato del viaggio spaziale. L'allunaggio è narrato nella traccia Homme Lune, breve ma intensa con i cori che celebrano un magnifico stupore ed alcune note di pianoforte mistiche e sognanti. Il viaggio è concluso, la tensione scema con Lava: una ballata romantica, sognante ed eterea illustra la scoperta e l'esplorazione del suolo lunare. L'album si conclude lasciandoci in preda di un'emozione “cosmica”. Con quest'opera immaginifica e creativa gli Air si dimostrano all'altezza dell'avanguardismo del film che rappresentano.
Nel 1862 fu Jules Verne ad interpretare per primo in letteratura il viaggio avventuroso e straordinario dell'uomo sulla Luna; nel 1902 - agli albori del cinema - Georges Méliès lo inscenò attraverso la suggestione delle immagini e dei primi effetti speciali sul grande schermo; nel 2012 sono gli Air i narratori e gli interpreti di quest'impresa fantastica attraverso il potere evocativo della nuova estetica musicale contemporanea.
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