|
Puro, perché viene dal cuore, è una scelta innovativa per rimanere in contatto con il proprio credo musicale e artistico: “ci siamo rimessi in discussione, rimanendo noi stessi”. Puro, perché entra nella mente, è il frutto della ricerca di uno stile, lontano dai dettami del mainstream. Puro, perché apre gli occhi su quest'epoca incerta e difficile, contro la quale la musica è una fragorosa e violenta arma di ribellione: “queste canzoni sono uno spaccato della realtà vista da dentro: appena fuori di sé, un po' più lontano, uno sguardo alla società; interni, paesaggi, scenari collettivi, quotidiano e particolare messi a confronto; una serenità difficile da trovare, una purezza che rischia sempre di venire corrotta”. La grafica è curata da Legno e il booklet di “Pure” si legge come un libro, perché i testi hanno il fascino di un romanzo minimalista americano, come una storia che i modenesi Three In One Gentleman Suit (o TIOGS, come preferite) vogliono raccontare dopo otto anni di attività e tre dischi all'attivo. Questo nuovo album è stato registrato (con un mese di tour in Cina nel mezzo) da Giulio Ragno Favero (Teatro degli Orrori) e Giovanni Ferliga (Aucan) presso il BloccoA a Villa del Conte (PD), poi Carl Saff ha curato il master a Chicago: le novità riguardano i synth, le tastiere e i sampler, senza rinunciare all'anima rock e punk. La tracklist conta nove tracce che spaziano dalla new wave al post-hardcore, dall'emo al math rock: scopriamola insieme. Si preme play e parte “You Don't Know Foreplay”, un pezzo davvero muscolare e violento, con riff elettrizzanti alla Fine Before You Came o The Death Of Anna Karina. Nel torpore di “Green Riots” c'è la rabbia di denunciare le violenze che tutti fingono di non vedere, con soavi tastiere e sussurri elettronici. Post-rock e introspettiva, “GB's Deerhunting” è oscura e nervosa, con synth e percussioni che si bloccano di colpo per poi ripartire esplosive. “Confusion Is Pleasure” trasporta verso atmosfere malinconiche, con l'ottimo apporto dell'elettronica alla Xiu Xiu nel finale, anche grazie ai cori soffusi sullo sfondo. “Upcoming Poets” è il turning point del disco, perché si rivela solare, abbandonando le tonalità più scure; anche se non esplode, la sua chiusura strumentale è sublime. “Born Nihilistic” trattiene la melodia e contiene le sue ritmiche, complessivamente non convince molto. Ancora lenta “In The Neighborhood”, che però cresce e si fa via via sempre più intensa. Ecco “Mountains Vs Plain”, angry e rabbiosa, in cui ritornano i toni cupi, inquieti e violenti dei primi minuti, con la chitarra che scatena ampi vortici in cui annegare. Infine, “Ode To The Hometown” si abbandona a lente e morbide chitarre, che chiudono il disco. Quanta violenza e quanta dolcezza nelle corde di queste chitarre, quale abbraccio nei synth. Con “Pure”, i Three In One Gentleman Suit raggiungono un'indiscutibile maturità, sfoderando una grande abilità e originalità nel fare tesoro anche delle esperienze passate. “È quasi impossibile scrivere un disco esattamente come lo avevi pensato, ma ogni tanto capita che il risultato finale sia invece al di sopra delle aspettative”: nessun giudizio poteva essere più azzeccato, e se anche gli stessi TIOGS hanno avuto questa sensazione, ci sarà un motivo...
|