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Suonano come Washington, ma vengono da New York. Sono i Retisonic, formatisi nel 2002 dalle ceneri della scena hardcore punk della East Cost: il cantante e chitarrista Jason Farrell ha suonato in band come Swiz, Fury, Bluetip e Sweetbelly Freakdown; il batterista Joe Gorelick proviene da esperienze post-hardcore pre-mo come Garden Variety e The 52-x, oltre che Bluetip. Il bassista Jim Kimball invece ha suonato in Stella Brass, J Majesty e The Love Scene (solo per citarne alcune). Dopo lo scioglimento nel 2004 e le ritrovate motivazioni, il 2006 fu l'anno dell'EP “Levittown”. Oggi, sei lunghissimi anni dopo, i Retisonic presentano il loro secondo full-length autoprodotto, intitolato “Robots Fucking”: in dodici brani corposi e ben nutriti, continuano l'esplorazione di sonorità punk, hardcore, rock e new wave che li hanno da sempre caratterizzati. Rispetto al disco d'esordio, comunque, il loro spettro sonoro è acuto, concentrato e molto più definito. Apre “Bee-Stung Lips”: l'inizio è di quelli con il botto, lo conferma anche la seguente “Wait...Lookout! ”. A mettere il piede sul freno ci pensa “Called To Say”, ma è soltanto un'impressione, perché dopo la prima strofa si ritorna su buoni livelli di intensità. “Down Safe Away” è un punto interrogativo all'interno di questo disco, incomprensibile soprattutto nella chiusura; l'energia di “Airtight” riprende il discorso interrotto poco fa, un efficace basso accompagna “Necropolitan”, capace poi di esplodere rabbiosa. Spazio allora alla deludente title track “Robots Fucking”, che sembra aver proprio poco a che fare con l'album. “Don't Let It Complicate Your Mind” è invece un'ottima prova, anche se stenta a decollare; l'irresistibile ritmo di “High On Denial” la rende sicuramente la traccia migliore di questo lavoro, accattivante e coinvolgente, anche quando il bridge la rallenta per poi liberarla nuovamente. Ancora il tapping a farla da padrone in “Half-Step”, poi è il turno di “In And Out Of Dim”, scatenata e inarrestabile, davvero di grande qualità. Infine, una rilassante “Defined” smorza i toni e ci conduce alla chiusura. Gli scatenati Retisonic hanno energia da vendere: devono soltanto imparare a farlo bene.
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