|
Scrivere dei Dr. Feelgood, un vero culto della scena pub rock inglese, riapre una ferita: ci riporta alla memoria l’acquisto di una versione deluxe del primo album della band, Down By The Jetty (1975), effettuato tanti anni fa in un negozietto di dischi di Roma – a proposito, una settimana fa si è “celebrato” il Record Store Day 2012... se n’è accorto qualcuno? Dato il prezzo esorbitante della pregevole edizione in doppio Cd (“...Ahó, è d’importazione...”, argomentò con sottigliezza il proprietario del negozio), sborsammo quella cifra sicuri che la confezione comprendesse un biglietto aereo per l’Inghilterra e un buono per passare un fine settimana a casa di Wilko Johnson (chitarrista del gruppo nel periodo indicato dal titolo del cofanetto che ci accingiamo a recensire). Enorme la delusione nel constatare che quel Down By The Jetty conteneva le versioni mono e stereo dell’album, più le solite bonus track incise in studio o dal vivo, senza “extra turistici”.
A lenire il dolore rinnovato nel rievocare quell’esperienza pensa questo box set favoloso, e – diciamolo subito – dal prezzo assai contenuto (parliamo di 3 Cd e un DVD). Per capire come mai i Dr. Feelgood, con la loro personale miscela di rock and roll e rhythm and blues, infiammarono i cuori di tanti appassionati di musica nella Londra di metà degli anni Settanta, basterà ascoltare brani originali del loro esordio quali gli energici The More I Give, I Don’t Mind (in puro stile Bo Diddley), Keep It Out Of Sight e All Through The City. Anche le reinterpretazioni hanno una marcia in più rispetto a quelle proposte da tanti altri complessi della stessa epoca: si vedano la freschezza di Boom Boom di John Lee Hooker, di per sé una canzone sentita e risentita, o l’esuberante Bonie Moronie/Tequila.
In Malpractice (1975), la chitarra di Wilko Johnson (enorme l’influenza esercitata su di lui da Mick Green dei Pirates, testimoniata anche dalle collaborazioni contenute nel box) graffia ancora di più. Un altro LP piacevolissimo in cui spiccano le riletture del classico Riot In Cell Block No.9 (dal passo cadenzato, particolarmente incisiva) e di I Can Tell, la lunga Because You’re Mine (quasi una jam session nel finale) e l’ironica You Shouldn’t Call The Doctor (If You Can’t Afford The Bills) (un pezzo “corredato di illustrazioni” nel ricco booklet del cofanetto).
Stupidity (1976) documenta l’eccellenza dei Dr. Feelgood in versione live. Un uno-due di pezzi memorabili, dalle cover di standard quali Stupidity (Solomon Burke), I’m A Man (Bo Diddley, lentissima), Walking The Dog (Rufus Thomas) e I’m A Hog For You Baby (Jerry Leiber/Mike Stoller, con un assolo a un passo dalla dissonanza), agli originali All Through The City e Back In The Night (sfregiata dalla slide di Johnson).
Paragonato alle prove precedenti, Sneakin’ Suspicion (1977) diviene privo di mordente in più di un episodio. Notevoli però l’ipnotico cantilenare di Paradise, il tono scanzonato di Time And The Devil e la vivacità dell’interpretazione di Nothin’ Shakin’ (But The Leaves On The Trees).
Il terzo Cd propone numerosi inediti (tra cui Malamut, Casting My Spell On You e Comin’ Home Baby con Wilko Johnson e Mick Green a dividersi le partiture di chitarra), lati B di singoli e qualche rarità, come la Johnny B Goode di Chuck Berry pubblicata su un 45 giri incluso nell’album Stupidity.
Degno complemento dell’offerta puramente musicale di All Through The City (with Wilko 1974-1977), il DVD: folgorante testimonianza audiovisiva di alcune esibizioni tenute dai Dr. Feelgood nel 1975 – tra cui tre canzoni eseguite al celebre programma televisivo Old Grey Whistle Test – che permette di apprezzare, oltre alla grande perizia di Johnson, l’affiatamento della band (eccellente la sezione ritmica) e il magnetismo di Lee Brilleaux, cantante e armonicista carismatico la cui fissità dello sguardo e la statura altissima gli fanno assumere un’aria minacciosa nel corso delle performance (quasi uno Ian Curtis ante litteram).
Per meno di quaranta euro, impossibile chiedere di più.
|